Covid-19 e alimenti: quali pericoli e quali precauzioni

Le primitive informazioni hanno attribuito la diffusione del nuovo coronavirus (Covid-19) in Cina a un mercato dove si vendevano animali vivi da macellare e utilizzare poi come alimenti. I media hanno poi dato risalto all’importatore greco che ha richiesto una certificazione “corona virus free” per il grana padano e anche all’idiota “bravata” di una emittente televisiva francese che ha diffuso l’immagine di un pizzaiolo italiano che starnutiva sulla pizza prima di infornarla. Queste notizie hanno contribuito a diffondere la paura che l’infezione si possa trasmettere anche attraverso gli alimenti per cui alcune persone hanno chiesto dei chiarimenti.

Si tratta di una paura infondata e vediamo il perché.

Nell’ambiente in cui viviamo, e quindi anche negli alimenti, sono presenti  molti virus. Essi sono in grado di mantenere la loro vitalità da poche ore a qualche giorno in funzione delle condizioni in cui si trovano. Resistono bene alle basse temperature e meglio nel congelatore rispetto al frigorifero. Quando però la temperatura si alza, tendono a perdere la loro vitalità; nel periodo estivo, quando la temperatura è intorno ai 30 ° C , la loro capacità di resistere si riduce a poche ore.

Una regola comune a tutti i virus è che possono “replicarsi” soltanto se vengono a trovarsi all’interno di cellule viventi.

Non tutti i virus provocano delle malattie, ma sono specializzati per specie animale e per tessuti o organi che colpiscono. Ad esempio, l’afta epizootica colpisce i bovini e i suini, la lingua blu i ruminanti, la peste suina i maiali. I virus influenzali, i coronavirus, il virus “Ebola”, l’HIV e altri invece possono colpire anche l’uomo.

Altro aspetto molto importante è che i diversi virus “prediligono” le cellule di specifici tessuti e quando li invadono provocano la malattia. Il virus che provoca la rabbia si sviluppa nel tessuto nervoso, quello dell’epatite nell’apparato intestinale ed epatico, il Covid-19 nel tessuto polmonare.

 Virus che provocano malattie alimentari.

Entrando nello specifico delle malattie virali alimentari, destano maggiori preoccupazioni quelle provocate dal virus dell’epatite, quelle provocate dai “rotavirus” e quelle sostenute dai norovirus. Si tratta di malattie che si contraggono per via oro-fecale, ovvero consumando alimenti già infetti, oppure non rispettando adeguatamente le misure igieniche quali la pulizia in cucine e l’igiene personale come, ad esempio, non lavandosi bene dopo essere stati al bagno.

Le manifestazioni più frequenti sono vomito, diarrea e febbre e generalmente decorrono in modo benigno e si guarisce in pochi giorni; se però a essere colpiti sono delle persone in non buone condizioni di salute si possono avere conseguenze serie.

Il virus dell’epatite purtroppo può comportare conseguenze più serie con danni epatici.

Queste malattie non sono rare. Di recente si sono verificati un centinaio di focolai con oltre mille persone ammalate causati dal consumo di ostriche crude francesi contaminate da norovirus.

Perché il Covid-19 non si può contrarre con gli alimenti.

Il Covid-19 penetra attraverso le vie aeree e raggiunge i polmoni che possono “infettarsi” e dare origine a polmoniti anche gravi. La via di trasmissione, come peraltro ampiamente riportato dai media e spiegato dal Ministero della Salute, è quella “inalatoria” attraverso l’aria contaminata con l’aerosol provocato dagli starnuti delle persone infette. Altra via indiretta è quella delle mani su cui possono depositarsi le minuscole goccioline provocate dagli starnuti e che si possono trasferire con una stretta di mano. Portando alla bocca o al naso le mani “contaminate”, si può “assorbire” il virus e farlo arrivare nelle vie aeree.

I cibi che noi acquistano, sia freschi sia trasformati, non possono contenere il Covid-19, perché dal momento della raccolta o della trasformazione passano diversi giorni e il virus eventualmente presente morirebbe.

I francesi ci hanno fatto vedere il pizzaiolo che inforna la pizza dopo averci starnutito sopra. Il calore del forno ucciderebbe all’istante il virus. Anche starnutisse sulla pizza fumante appena sfornata, l’eventuale virus non avrebbe scampo. 

Che cosa fare?

Ricordiamo che la cottura distrugge tutti i parassiti, i batteri e i virus (incluso il Covid-19) eventualmente presenti negli alimenti. I cibi crudi (frutta e verdura in particolare) si potrebbero contaminare soltanto attraverso gli starnuti delle persone infette; è però sufficiente un normale lavaggio con acqua per eliminare gli eventuali virus presenti.

Anche se non ci sono pericoli di ammalarsi di Covid-19 attraverso gli alimenti, volendo essere estremamente prudenti, il consiglio, peraltro pleonastico, è quello di evitare che le persone infette starnutiscano sul cibo prima di mangiarlo e/o farcelo mangiare.

Insomma attenti agli starnuti.

Infine, considerando che i francesi hanno tirato in ballo la nostra pizza, rendiamo pan per focaccia ricordando che mangiando le loro ostriche crude esiste il rischio di infettarsi da norovirus per cui è opportuno evitarle.

Commenti da Facebook

commenti

32 Risposte su Covid-19 e alimenti: quali pericoli e quali precauzioni

  1. maria ha detto:

    perchè le loro baguettes? di mano in mano senza alcun involucro, forse un pezzetto di carta al centro,per metterla sotto l’ascella!!

    Comunque ragazzi, a parte il coronavirus, ma voi mangereste una pietanza su cui qualcuno ha starnutito? mamma mia che schifo! Cominciamo a usare le mascherine in cucine di esercizi pubblici di ristorazione e rendiamo le cucine visibili, come già qualcuno comincia a fare, segno di grande civiltà, da noi ancora un miraggio…

    • Agostino Macrì ha detto:

      Le baguette non dovrebbero comportare pericoli da Norovirus. Differente è la situazione degli starnuti che debbono essere comunque evitati

  2. lilia Lilia ha detto:

    Maria non e solo la baguette nelle grandi città che sarebbe contaggiosa , ma tutto quello che si tocca! maniglie, distributori bancari, passamani, trasporti, eccetera….

  3. ted ha detto:

    Se – DICO SE… – c’è stata una “regia” qualsivoglia a monte di questo disastro planetario, spero di vivere abbastanza per vedere i responsabili di questo aberrante scempio inkiodati alle loro responsabilità! Con pene esemplari conseguenti!!!

    • Agostino Macrì ha detto:

      Non credo che ci sia stata una “regia”. Purtroppo i virus, e anche altri microrganismi, “mutano” molto spesso e causano nuove malattie. E’ un fenomeno relativamente frequente.

  4. maura ha detto:

    Ecco, mi stavo proprio chiedendo, ieri, se il pane acquistato in panetteria può comportare rischi di contagio da coronavirus.

    • Agostino Macrì ha detto:

      Perchè ci sia un pericolo bisogna che una persona infetta starnutisca sull’alimento e che poi portiamo vicino al naso le mani con cui abbiamo toccato l’alimento. Mi sembra assai improbabile.

  5. Mauro ha detto:

    Che succede al virus eventualmente presente sull’alimento se questo viene congelato?

    • Agostino Macrì ha detto:

      I virus possono sopravvivere alle basse temperatura che si possono raggiungere nei freezer (oltre – 10 °C). Alla temperatura di congelamento intorno allo O°C resistono meno.

  6. Gaetano Ferrara ha detto:

    Mi sembra di aver letto invece che i recettori di questo virus si trovano anche nell’intestino tenue. Ci sono questi due link e tanti altri che si trovano in rete (siti affidabili).

    https://www.lescienze.it/news/2020/03/09/news/coronavirus_infetta_facilmente_persone-4694021/

    http://www.quotidianosanita.it/m/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=82037

    • Agostino Macrì ha detto:

      Si tratta di informazioni scientifiche molto importanti e suggeriscono di fare molta attenzione anche alla possibilità di una trasmissione oro-fecale

  7. Cinzia ha detto:

    Egregio Professore,
    Nel congelatore il coronavirus muore? O la carica virale rimane la stessa? Grazie, cirdiali saluti

  8. Lucio Graziati ha detto:

    Quindi i contenitori dei prodotti surgelati potrebbero essere contaminati.
    Dovrò maneggiarli con dei guanti facendo in modo che non vengano in contatto coi cibi contenuti?
    Inoltre c’è il rischio che mi contaminano altri cibi che ho nel congelatore?

    • Agostino Macrì ha detto:

      E’ molto improbabile che i cibi surgelati siano contaminati. La catena di produzione generalmente è “meccanica” e il contatto con gli operatori è praticamente inesistente. L’unica possibilità di contaminazione, può verificarssi se qualche persona ammalata starnutisce direttamente sui prodotti in vendita. Considerando che ormai tutti mettono la mascherina questa forma di contaminazione è altamente improbabile. Infine i prodotti surgelati sono sottopostai a trattamenti termici che uccidono i virus eventualmente presenti.

  9. maura ha detto:

    E per quanto riguarda l’insalata? le verdure sfuse acquistate dal fruttivendolo, la frutta o le buste che contengono altri alimenti?

    Maneggio tutto coi guanti, ma poi devo riporre in frigorifero…
    Quanto può essere contagiosa la verdura cruda?

    Ogni volta che vado a fare la spesa mi sembra di impazzire.

    Grazie per la vostra presenza.

    • Agostino Macrì ha detto:

      Nel clima che stiamo vivendo è comprensibile essere preoccupati; tuttavia nel caso di frutta verdura , buste ecc. i pericoli sono molto remoti se non inesistenti. Una situazione di pericolo si potrebbe avere soltanto se qualcuno già ammalato del Covid-19 starnutisce direttamente sugli alimenti o i loro contenitori e che subito dopo qualcuno li prenda e porti le mani in vicinanza della bocca o del naso. Se dovessimo portare a casa il cibo eventualmente contaminato con lo starnuto il pericolo è ancora minore perchè le verdure e la frutta normalmente le laviamo. Ribadisco che un avvenimento del genere è altamente improbabile perchè ormai tutti sanno che quando starnutiscono debbono evitare di disperdere l’aerosol e anche che la mascherina viene utilizzata da tutti. E’ quindi molto difficile se non impossibile che uno starnuto infetto possa contaminare gli alimenti.

  10. Cosimo ha detto:

    Tornando ai contenitori di cibo posti nel congelatore, se questi sono infetti possono contaminare anche gli altri con cui vengono in contatto?

    • Agostino Macrì ha detto:

      Se esiste un oggetto contaminato lo stesso può contaminare quelli con cui va a contatto. Affinché tale evento si verifichi è necessario che i due oggetti siano proprio attaccati. Anche se si tratta di una possibilità molto rara, non si può escluderla del tutto.

  11. Federica ha detto:

    Professore scusi se posso vorrei chiederle una cosa…sto morendo di paura, ho l’ansia ha mille mi sta venendo un esaurimento nervoso.
    Ieri ho messo delle polpette nelle foglie di limone in frigo perché il macellaio me le aveva portate a domicilio ( un macellaio diverso dal mio). Sono state in frigo per 28 ore e poi le ho cucinate in forno a 180 per circa 25 minuti/ 30 minuti…
    Il punto è che sono rimaste rosa all’interno, ma non facendo molto caso alla cosa sia io che mio marito le abbiamo mangiate ( solitamente le polpette del mio macellaio di fiducia si cucinano interamente, ma queste polpette a mio avviso erano più spesso)..so che il virus a 70 gradi viene inattivato, ma a questo punto visto che all’interno delle polpette erano rosa, direi crude, evidentemente non avrà raggiunto la temperatura di 180 ma molto meno, penso meno di 70…
    E adesso come devo fare? Ho una bambina di due anni e mezzo, ovviamente mi da baci non posso dirle no tesoro non baciare la mamma che probabilmente ha preso il virus. Non esco assolutamente, la spesa solo a domicilio e mi succede tutto questo…
    Mi sento malissimo, scusi immensamente….

    • Agostino Macrì ha detto:

      Capisco che in questo periodo tutti siamo tesi. Nel suo caso non esiste nessun pericolo. Sono generalmente molto prudente nel fare affermazioni categoriche, ma in questo caso affermo che non esiste nessuna possibilità di infettarsi con il Covid-19 attraverso il consumo delle polpette cotte anche leggermente rosa al centro- Baci tranquillamente tranquillamente sua figlia: farà bene a Lei e a sua figlia.

  12. Antonio ha detto:

    Anche un bravo psicologo non le farebbe molto male signora.
    Non sto scherzando.

    I virus non hanno le gambe e non saltano come le pulci.
    Sicuramente avesse mangiato anche crude le polpette avrebbe avuto una probabilità di contrarre il virus praticamente vicina allo zero.
    Per il solo fatto che le ha cotte in forno, anche se al centro non si sono cotte bene, il virus se pure ce ne fosse stato non ha avuto alcuna possibilità di sopravvivenza.

    Si ricordi come principio generale che i virus vivono e si replicano nell’organismo vivente che infettano. Fuori sono spacciati.
    Si lavi bene e spesso le mani. Resti a casa e quando esce se deve uscire tenga una distanza di sicurezza di qualche metro dagli altri, evitando luoghi affollati e si lavi cin sapone e spesso le mani e non abbia alcun timore. Viva prudentemente ma senza angoscia, giochi con sua figlia, legga un buon linro e guardi progranmi divertenti o ascolti della musica che le piace. Si stacchi dal fiume di informazioni allarmistiche che arrivano a tutte le ore.
    Il virus non le verrà a bussare alla porta.
    Buona notte e felice esistenza
    A

    • Agostino Macrì ha detto:

      Concordo con il commento. Non dobbiamo però dimenticare che siamo tempestati di messaggi terrostitici che fanno sorgere infiniti dubbi soprattutto se ci sono bambini vicino a noi. La signora ha fatto molto bene a esprimere il suo stato d’ansia che magari è comune a molte altre persone. Parlarne può essere utile a tutti e magari chiarire che gli alimenti non sono causa di infezione da Covid-19. Se poi sono cotti la sicurezza è assoluta.

  13. Lucia Guffrida ha detto:

    Scusi ho dimenticato un’altra domanda si può assumere il Tea Tree oil a scopo precauzionale?
    Grazie mille per questo blog, confrontarsi è determinante e rassicurante.
    Buona serata

    • Agostino Macrì ha detto:

      Affinché si verifichi una contaminazione degli alimenti è necessario che una persona infetta tossisca o starnuti direttamente sull’alimento. Si tratta di una evenienza non impossibile., ma decisamente rara. Un abbondante lavaggio comunque dovrebbe allontanare il virus eventualmente presente.I prodotti contenuti nelle confezioni non presentano nessun problema. Il virus può resistere per diversi giorni a temperature ambiente; aumentando la temperatura i giorni di persistenza diminuiscono e si è visto che viene pressoché completamente inattivato da una temperatura di circa 60°C per pochi minuti. Il Tea Tree Oil è un estratto di piante australiane e contiene sostanze chimiche naturali con proprietà curative. L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) afferma che può essere efficace per la cura di infezioni cutanee e anche infezioni della bocca. Non parla di effetti contro infezioni virali respiratorie. In poche parole non ci sono informazioni scientifiche adeguate per affermare che il Tree Oil abbia effetti contro infezioni virali come quella provocata dal Covid-19

  14. Alfredo ha detto:

    Sto dicendo una cosa esagerata, lo so: se ordino una pizza a domicilio e poi quando arriva la inforno per qualche minuto, da maggiori sicurezze?

    • Agostino Macrì ha detto:

      In termini di sicurezza non cambia molto. Di solito viene consegnata in scatole chiuse ed è quindi difficile che durante il tragitto dalla pizzeria a casa si contamini. Caso mai si raffredda e quindi rissandola diviene più piacevole.

  15. raffaele ha detto:

    Salve, ieri, del tutto casualmente e irresponsabilmente, ho messo in bocca una patatina di una confezione surgelata. C’è il rischio che quella patatina fosse contaminata?

    • Agostino Macrì ha detto:

      Non esiste nessun pericolo. La lavorazione dei surgelati avviene in condizioni igieniche tali da evitare contaminazioni.

  16. Paola ha detto:

    Ho letto che il virus può sopravvivere alle basse temperature del freezer delle nostre case? Ma esattamente quante ore o giorni? In rete in un solo sito, non so se affidabile o meno, dicevano due anni. È vera questa cosa??? Ma come fanno a dire due anni se il virus è stato scoperto a marzo? Che studi di sono stati? Quindi a fine pandemia dovrò stare in pensiero ad usare il mio freezer per non rimettere il virus in circolo?? Spero sia una bufala.
    Grazie mille

    • Agostino Macrì ha detto:

      Generalmente i virus e i batteri resistono alle basse temperature del freezer. Non è facile dire con certezza per quanto tempo. Comunque nei laboratori per conservare i microorganismi si portano a temperature molto basse e dell’ordine di grandezza di quelle dei freezer domestici.E’ comunque improbabile la presenza del Covid -19 nel suo freezer. Bisognerebbe che una persona ammalata abbia starnutito sugli alimenti che ha riposto.Una volta scongelato dovrebbe respirare l’eventuale virus. Si tratta di eventi molto difficilmente realizzabili. Quando vorrà potrà utilizzare il cibo riposto nel freezer nella massima sicurezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *