Prodotti a base di lattoferrina: alimenti o farmaci?

Lattoferrina

La lattoferrina è una proteina che, nel nostro organismo e in quello degli animali, si trova in molti liquidi biologici quali saliva, lacrime, secrezioni nasali e, soprattutto, nel latte, da cui il nome.

Come gestire la carne in completa sicurezza: il nuovo libro di Agostino Macrì e Gianluigi Valsecchi

La produzione e il controllo degli alimenti sono molto accurati e si può affermare con una ragionevole certezza che quanto troviamo in vendita negli esercizi commerciali legali è molto sicuro. Sono però in molti a ritenere che gli attuali sistemi produttivi sono pieni di insidie in grado di compromettere la salubrità degli alimenti; di conseguenza sono molto diffuse le preoccupazioni per diversi alimenti.

Fukushima e pesce contaminato: ci sono pericoli?

Nei giorni scorsi molti mezzi d’informazione hanno diffuso il messaggio secondo cui “Oltre 21 milioni di chili di pesci, crostacei e molluschi arrivano in Italia dalle acque del Giappone che ha deciso di rilasciare 1,25 milioni di tonnellate di acqua radioattiva trattata dalla centrale nucleare di Fukushima”.

Il caso degli spinaci contaminati (e l’importanza dei controlli)

Una notizia che non ha trovato molto risalto tra i media, e che merita di essere approfondita, riguarda un centinaio di persone  rimaste intossicate in Slovacchia nello scorso mese di marzo, dopo aver mangiato una purea di spinaci congelati.

“Farfalline” nella pasta e/o nei biscotti: cosa fare?

Trovare la pasta o i biscotti “contaminati” da vermetti, farfalline o altri piccoli insetti è un fenomeno non troppo raro. Si tratta di situazioni che generano preoccupazione e anche ribrezzo benché si tratti di fenomeni del tutto “naturali”. Cerchiamo di capire da cosa dipendono.

Ma dove vai se l’app non ce l’hai?

Una volta per andare a fare la spesa e per poi mangiare quello che avevamo acquistato, seguivamo quello che ci suggerivano i nostri sensi. Sicuramente la vista per apprezzare i colori e le loro sfumature, il tatto per apprezzare la consistenza del cibo, l’olfatto fondamentale per stabilire lo stato di conservazione e infine il gusto per apprezzare il sapore al momento del consumo. L’unico senso poco utile è l’udito che però utilizzavamo per sentire gli imbonitori soprattutto nei mercati.