CARNE SINTETICA: COSA DOBBIAMO SAPERE

La prospettiva della introduzione nella nostra alimentazione della carne sintetica ha provocato un ampio dibattito e l’opinione pubblica è divisa nettamente tra chi è favorevole e chi è contrario.

Le diverse posizioni sono nella maggior parte dei casi di ordine ideologico. In generale sono favorevoli gli animalisti e gli ambientalisti che con l’introduzione della carne sintetica vedono una limitazione degli allevamenti intensivi con una riduzione degli animali destinati al consumo alimentare e anche minori effetti negativi ambientali.

INSETTI NEGLI ALIMENTI: MEGLIO IL GRILLO DA ALLEVAMENTO O QUELLO RUSPANTE?

insetti alimenti

Gli insetti e anche altri piccoli animali sono componenti normali della dieta di un paio di miliardi di persone e non si tratta di una novità. Anche l’Evangelista Matteo ci dice che Giovanni Battista viveva nel deserto cibandosi di locuste (e anche miele selvatico). Matteo non ci dice se consumava anche qualche cereale, ma la sua dieta era iperproteica e altamente energetica e probabilmente simile a quella “paleolitica” che qualche nutrizionista propone.

Nei Paesi in cui gli insetti sono consumati ai fini alimentari, essi sono prelevati direttamente dall’ambiente e quindi da considerarsi “ruspanti”; ben difficilmente sono sottoposti ai controlli chimici e/o microbiologici come avviene per gli altri alimenti  ottenuti dalle coltivazioni agricole o dagli allevamenti.

La questione delle etichette sulle bevande alcoliche

La notizia che l’Irlanda voglia mettere sulle bottiglie delle bevande alcoliche (dalla birra fino ai superalcolici) un’avvertenza di pericolo (come già avviene per le sigarette) ha destato molta preoccupazione nel mondo vitivinicolo italiano. Si teme infatti che se una dizione del genere dovesse divenire obbligatoria, potrebbe provocare una importante contrazione dei consumi con rilevanti ricadute sulle esportazioni.
Al momento attuale l’unica avvertenza di pericolo riguarda il divieto di consumo di alcol durante la gravidanza che è riportato nelle bottiglie di birra e di vino di diverse marche. Cerchiamo di fare chiarezza.

Sicurezza alimentare e ristoranti eccellenti in Italia

tartufo bianco

La sicurezza alimentare consiste nella disponibilità per tutti di cibo privo di pericoli chimici, fisici e biologici.

L’assenza dei pericoli, almeno nel nostro Paese che beneficia di un sistema di controllo particolarmente accurato, è attualmente garantita per tutti gli alimenti che troviamo negli esercizi commerciali legalmente autorizzati (mercati, negozi alimentari, supermercati, ristoranti, bar, ecc.). La stragrande maggioranza degli alimenti da noi consumati è anche facilmente accessibile: si può quindi affermare con certezza che nel nostro Paese gli alimenti sono sicuri.

AROMI E AROMATIZZANTI NEGLI ALIMENTI: SONO SICURI?

aromi e aromatizzanti

Gran parte della nostra alimentazione è basata sulla utilizzazione di cibi conservati e trasformati che hanno odori e sapori non sempre graditi. A queste carenze sopperiscono gli aromatizzanti, vale a dire sostanze impiegate in un’ampia gamma di alimenti, dalla confetteria alle bevande, dai cereali ai dolciumi e agli yogurt.  

Il loro uso è consolidato da tempo e, trattandosi di dosaggi relativamente modesti, si ritiene che l’esposizione ai consumatori non comporti pericoli significativi.

LATTE E DERIVATI: ALLA SCOPERTA DEL LORO VALORE NUTRIZIONALE

latte e derivati

Il latte è un alimento completo che nessun tecnico alimentarista, anche he se dotato delle migliori materie prime, riuscirà mai a riprodurre. Basti pensare che, essendo l’unica fonte alimentare per i neonati, deve assicurare tutti i nutrienti necessari per la sopravvivenza e lo sviluppo.

I macronutrienti del latte

Nella tabella n° 1 sono riportati i valori dei “macronutrienti” presenti nel latte delle diverse specie animali in comparazione con quello della donna.

Sono riportati anche il latte di renna e di cammella che non sono normalmente utilizzati in Italia a scopo alimentare. Come si può facilmente notare, esiste una notevole varietà nella percentuale dei nutrienti che condiziona anche le modalità di consumo.