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Etichette alimentari: tra semafori, Nutri-Score e Nutri-Inform (1a puntata)

La faccenda delle etichette alimentari è stata brillantemente risolta con il Regolamento 1169/2011 chiedendo alle aziende alimentari di “etichettare” i propri prodotti con precise indicazioni sul valore nutrizionale espresso per 100 grammi di prodotto. Se di quel prodotto vengono indicate l’entità delle porzioni o delle unità di consumo, è consentita, ad integrazione, una dichiarazione nutrizionale per porzione o per unità di consumo.

Allergeni al ristorante: come evitarli

alimenti allergenici

Le allergie e le intolleranze alimentari colpiscono un numero significativo di persone, le allergie dipendono da un risposta immunitaria anomala all’introduzione di alcuni alimenti. Le persone intolleranti invece presentano alcune carenze nel loro assetto “fisiologico” che non consentono di utilizzare determinati costituenti della dieta alimenti e possono andare incontro a disturbi anche molto seri. L’Unione Europea con il Regolamento 1169/2011 (Informazioni ai consumatori in materia di sicurezza alimentare) ha fatto il seguente elenco degli “allergeni” che include anche gli alimenti che possono dare intolleranze: cereali (glutine), crostacei, uova, pesci, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa, lupini, molluschi.

L’etichetta delle bevande alcoliche

Il Regolamento 1169/2011 definisce le modalità con cui debbono essere “etichettati” gli alimenti. Sono però rimaste fuori le bevande alcoliche con un contenuto di alcol superiore al 1,2 % , quindi per il vino, la birra, gli aperitivi alcolici, i superalcolici, ecc. non è previsto di indicare gli ingredienti e il valore nutrizionale. Si tratta di una situazione transitoria che deve essere “armonizzata” con gli altri alimenti; infatti “consideranda” del Regolamento al punto 40 si dice:

Pasta e riso: quale origine del grano?

Nel mese di agosto del 2017 sono stati emanati due Decreti (a firma del Ministero delle Politiche Agricole e del Ministero dell’Economia) che prevedono di indicare nelle etichette della pasta secca l’origine del grano utilizzato; anche nelle confezioni di riso deve essere indicata l’origine del cereale. I due Decreti, che hanno titolo sperimentale per due anni, entreranno in vigore il 17 e il 18 febbraio prossimi. Per diventare definitivi sarà necessario aspettare una decisione da parte della UE che dovrà “armonizzare” il sistema di etichettatura anche di questi alimenti, conformemente al Regolamento 1169/2011.