IL CASO DELLA PIZZA BUITONI E DEGLI OVETTI KINDER FERRERO

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Recentemente hanno trovato risalto nei media le vicende degli ovetti Kinder e della pizza Buitoni al cui consumo sono state associate rispettivamente delle tossinfezioni da Salmonella e da Escherichia coli produttori di Shigatossina. Facciamo chiarezza.

 

Le tossinfezioni alimentari nell’UE

Le tossinfezioni alimentari nell’Unione Europea sono purtroppo molto frequenti. I dati più recenti risalgono al 2020, anno in cui sono stati segnalati quasi 200.000 casi di cui  circa 52.000 sono state delle salmonellosi  e circa 4.500 da Escherichia coli. Il dato è probabilmente sottostimato poiché quelli riportati sono casi clinicamente accertati; i casi lievi caratterizzati da disturbi gastrointestinali e un po’ di febbre e che si risolvono spontaneamente e che sono la stragrande maggioranza, generalmente non sono riportati.

D’altra parte, la “circolazione” di microrganismi responsabili delle tossinfezioni alimentari è veramente molto elevata. Per avere un’idea delle dimensioni del fenomeno è sufficiente prendere visione delle segnalazioni fatte al RASFF (sistema di allerta europeo) sui pericoli alimentari. Nella sola giornata del 20 aprile 2022, su venti segnalazioni di irregolarità riscontrate dalle Autorità sanitarie nei controlli degli alimenti, nove riguardano contaminazioni microbiche da salmonelle, listerie, norovirus.

 

Il ruolo delle aziende e del Ministero della Salute

Le aziende alimentari sono responsabili della sicurezza e della qualità degli alimenti che producono e mettono in commercio. Per tale motivo applicano delle rigorose misure di autocontrollo lungo la filiera di produzione e nel caso si riscontrino degli alimenti irregolari questi ultimi sono esclusi dal commercio.

Può capitare che qualche alimento irregolare sfugga ai controlli e ci si accorge del problema quando già sono in vendita. In questi casi si segnala quanto avvenuto alle Autorità Nazionali e si provvede all’immediato ritiro dal commercio.

In Italia, quando si verifica qualcosa del genere, le aziende segnalano quanto avvenuto al Ministero della Salute che lo pubblica nel proprio portale (salute.gov.it) informando i cittadini del ritiro degli alimenti irregolari.

In media nel nostro Paese ogni anno le “partite” irregolari ritirate dal commercio sono superiori a 150. Ovviamente tutti hanno la possibilità di consultare il sito del Ministero ed essere messi a conoscenza degli alimenti tolti dal commercio.

I controlli delle aziende alimentari e quelli pubblici consentono di ridurre fortemente la presenza di alimenti contaminati in commercio; esiste però il problema della “gestione” degli alimenti da parte nostra e della possibile successiva contaminazione. Cattive condizioni igieniche, conservazione a temperatore inadeguate, cotture insufficienti, ecc. possono rendere pericoloso anche un alimento sano all’origine.

E veniamo ai nostri ovetti e alle nostre pizze, cercando di fare chiarezza sulle vicende.

 

Il caso degli ovetti Kinder 

Del problema degli ovetti Kinder si sono occupati l’EFSA e il ECDC che a seguito della valutazione della documentazione in loro possesso, hanno valutato quanto avvenuto.

L’azienda produttrice già nel dicembre del 2021 aveva accertato una contaminazione da Salmonelle nel suo stabilimento belga e per tale motivo aveva bloccato la produzione e proceduto a una radicale bonifica degli impianti; soltanto dopo avere accertato l’assenza del microrganismo ha ripreso la produzione. Gli ovetti prodotti sono stati esportati in nove Paesi (l’Italia è esclusa perché c’è una produzione nazionale). Purtroppo, si sono verificati circa 200 casi di salmonellosi (soprattutto nei bambini) che sono stati associati al consumo di ovetti prodotti. Considerata la situazione che si è venuta a creare, a titolo precauzionale, lo stabilimento è stato temporaneamente chiuso e tutta la produzione è stata ritirata dal commercio.

Trattandosi di un problema “comunitario” sono stati coinvolti l’EFSA e l’ECDC. Dal rapporto che è stato predisposto appare evidente che alcuni aspetti debbono essere ancora chiariti e quindi si suggerisce di studiare a fondo il problema mantenendo le attuali limitazioni. Quando tutto sarà chiarito si potrà riprendere la produzione.

 

Il caso della pizza Buitoni surgelata

In Francia, nei primi mesi del 2022 c’è stata una recrudescenza dei casi della “sindrome emolitica uremica” causata dalla tossina prodotta dal Coli O157. Si sono infatti verificati una cinquantina di casi “inaspettati” rispetto alla media annuale, col la morte purtroppo di due bambini.

Gli accertamenti condotti dalle Autorità sanitarie francesi hanno fatto supporre una correlazione della malattia con il consumo di pizza surgelata Buitoni della linea Friach’Up prodotta nello stabilimento francese di Candry. Tale stabilimento produce circa 100.000 pizze la settimana che sono vendute in Francia. Proprio perché la pizza è stata consumata soltanto nel territorio francese non è stata fatta nessuna segnalazione al RASFF e il problema è stato affrontato soltanto dai francesi.

Come misura precauzionale sono state ritirate tutte le pizze dal commercio e la produzione è stata interrotta.

Ci sono dei dati che consentono di associare il consumo della pizza alle infezioni da Coli; non è ancora chiaro come sia potuta avvenire la contaminazione della pizza e anche quali sono state le modalità di consumo.

La pizza è precotta e quindi trattata a temperature che dovrebbero inattivare i Coli. Inoltre, la pizza surgelata dovrebbe essere cotta prima di essere consumata. Insomma, non è ancora chiaro se il problema è nato negli impianti di produzione della pizza, oppure nelle fasi di conservazione e soprattutto come il consumatore finale ha “gestito” la pizza. Le Autorità francesi hanno fornito delle informazioni adeguate in proposito. 

 

 

Considerazioni finali

I casi di ovetti Kinder e pizza Buitoni consentono di fare alcune considerazioni.

  1. Garantire la sicurezza assoluta degli alimenti non sempre è possibile. La possibilità di incidenti non è infrequente ed è quindi necessario che le aziende alimentari perfezionino le tecniche di produzione e affinino le procedure di autocontrollo.
  2. Le Autorità Sanitarie debbono esercitare una costante attività di controllo sulle procedure seguite dai produttori di alimenti.
  3. I consumatori sono tenuti a seguire le indicazioni di uso riportate nelle etichette. Non è escluso che le pizze responsabili delle infezioni in Francia siano state mangiate senza essere cotte in forno.
  4. Gli alimenti debbono essere consumati rispettando le più elementari normi igieniche. Molti microrganismi patogeni sono ubiquitari e soltanto il mancato lavaggio delle mani prima di mangiare può divenire pericoloso.
  5. I problemi non si risolvono diffondendo allarmismo tra i cittadini, ma spiegando quali sono i reali problemi e quali modalità bisogna seguire per risolverli. Per tale motivo le notizie diffuse dai media vanno valutate con attenzione dando maggiore credito ai comunicati ufficiali delle Autorità nazionali e comunitarie.
  6. Come raccomandazione finale si suggerisce di consultare gli “avvisi di sicurezza” del portale del Ministero della Salute e le segnalazioni al RASFF che quotidianamente riportano i potenziali pericoli alimentari in Italia e nell’Unione Europea.

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