Olio di fegato di merluzzo: cosa c’è da sapere

Abitavo in campagna e, anche se non lo sapevo, la mia alimentazione era tipicamente “mediterranea” : il pane e la pasta dominavano lo scenario, ma la frutta e la verdura stagionali erano sempre presenti. Gli alimenti di origine animale erano rappresentati dal latte della centrale e anche da carni di pollo e di coniglio e dalle uova di produzione domestica.

Insomma una dieta perfetta: vivevo tutto il giorno all’aria aperta e giocavo molto a pallone.

Questo però mia madre non lo sapeva e, seguendo i consigli del nostro medico (forse) oppure di qualche improvvisata/o esperta/o, aveva deciso di integrare la mia dieta con l’olio di fegato di merluzzo.

Ricordo ancora le fughe da casa e le scuse per evitare di ingurgitare il prodotto. Però alla fine dovevo rientrare in casa e appena varcata la porta trovavo mia madre armata di un grosso cucchiaio contenente il famigerato olio giallognolo.

A distanza di molti decenni ho cercato di capire meglio il perché di tanta pervicacia di mia madre (che si guardava bene dall’assumerlo).

L’olio di fegato di merluzzo si estrae dal fegato fresco del merluzzo e attualmente esistono dei metodi che consentono di ottenere un prodotto con caratteristiche organolettiche probabilmente migliori di quelle di un tempo.

Un tempo si prendeva per il suo apporto di vitamine A e D presenti in quantità abbondanti. A me servivano ben poco perché la vitamina A la prendevo con la frutta e la verdura fresca e con le uova consumate anch’esse fresche. Per la vitamina D non c’era nessun problema perché l’esposizione al sole era costante. Forse ho anche corso il rischio di una ipervitaminosi.

Ma questo mia madre non lo sapeva.

Non sapeva neanche che il grasso contenuto nel disgustoso olio ha delle importanti proprietà benefiche.

E’, infatti, particolarmente ricco di acidi grassi polinsaturi e in particolare gli omega3 di cui è nota un’importante  un’azione antinfiammatoria utile per contrastare alcune patologie intestinali.

Inoltre agli omega 3 è stata associata la capacità di regolare la risposta immunitaria e l’attività di alcuni fattori di crescita. Sembra in particolare che riescano a controllare la proliferazione delle cellule, azione potenzialmente utile contro i tumori.

Gli omega 3 sono noti per l’attività preventiva nei confronti di patologie cardiache nel controllo dell’ipertensione, la funzionalità delle arterie, il controllo del colesterolo e la riduzione del rischio trombotico.

Infine sono anche importanti per la vista e la protezione del sistema nervoso centrale.

Il ruolo di apportatore “vitaminico” rimane sempre importante, ma la scoperta del contenuto in omega 3 ne ha consentito una rivalutazione e l’industria farmaceutica ha messo a punto prodotti “umanamente” accettabili.

Sono infatti disponibili in commercio delle preparazioni farmaceutiche sotto forma di capsule, opercoli , compresse, ma anche di sciroppi in cui lo zucchero maschera il cattivo sapore e quindi si può dare anche ai bambini.

In conclusione è un prodotto che se correttamente utilizzato può essere utile per la nostra salute. Dobbiamo però fare attenzione alle ipervitaminosi e soprattutto della vitamina D che troviamo in abbondanza in alimenti e in altri integratori.

Anche se i prodotti a base di olio di fegato di merluzzo sono di libera vendita, il consiglio è quello di parlarne con il proprio medico prima di iniziare ad assumerlo.

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2 Risposte su Olio di fegato di merluzzo: cosa c’è da sapere

  1. SALVATORE ROMANAZZI ha detto:

    Sono ammalato di sclerosi multipla e già integro la vitamina D con dydrogil.

    Vorrei sapere se possa essere utile integrare la mia alimentazione con l’olio o se rischierei il sovradosaggio..

    Grazie

    • Agostino Macrì ha detto:

      Dare una risposta precisa non è facile. Dalla letteratura scientifica risulta che eccessi di vitamina D possono creare dei problemi soprattutto mei bambini. Nell’olio di fegato di merluzzo ci sono anche altre sostanze benefiche; però una decisione se assumerlo o meno dovrebbe prenderla in accordo con il medico che la sta seguendo che può anche eventualmente indicare i dosaggi più idonei.

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