Archivi categorie: igiene e sicurezza alimentare

Con le lumache si va piano, ma sani e lontano

A molti può sembrare curioso che recentemente i Carabinieri NAS abbiano scoperto e denunciato alle competenti Autorità Sanitarie un allevamento di lumache che presentava carenze igienico sanitarie. Non tutti sanno infatti che si tratta di una importante realtà nel nostro Paese. Dai dati dall’Associazione Nazionale di Elicicoltura (ANE) risulta l’esistenza di 870 aziende che impiegano 8900 persone; la produzione annuale è di circa 44.000 tonnellate per un volume di affari di circa 290 milioni di euro. Infine ogni anno si svolgono 900 manifestazioni (fiere, sagre, feste, ecc.) dedicate alle lumache.

Psicosi da Coronavirus

Nello scorso mese di gennaio in Cina si è verificata un’epidemia di polmonite causata dal nuovo Coronavirus  COVID-19. Per questa malattia non esistono terapie specifiche e attualmente neanche dei vaccini in grado di prevenirla. Nella stragrande maggioranza dei casi decorre in modo benigno e si risolve con il semplice riposo.  Nei casi più complicati (circa il 10- 15%) è necessario il ricovero in ospedale e il ricorso a terapie “aspecifiche” che consentono di risolvere quasi sempre anche situazioni complesse.

Cibi bruciacchiati: perché fare attenzione

Durante i processi di cottura degli alimenti possono formarsi diverse sostanze chimiche potenzialmente pericolose. Tra queste anche l’Acrilammide (ACR).  Si tratta di una sostanza naturale che si forma durante i processi di cottura ad alta temperatura ed è il frutto di una reazione tra aminoacidi e zuccheri. La sua presenza in molti alimenti (prodotti da forno, alimenti tostati e soprattutto nei fritti) è praticamente inevitabile. Si tratta però di una sostanza cui l’EFSA ha attribuito una potenziale attività cancerogena e genotossica ed anche neurotossica.

Superbatterio ‘New Delhi’: cos’è e cosa fare

La notizia che sta circolando in questi giorni e che crea molta preoccupazione, soprattutto in Toscana, riguarda l’infezione di alcuni pazienti con un “superbatterio” resistente agli antibiotici. Si dice anche che questo batterio si chiama “New Delhi beta lattamasi” (NDBL). Forse però non è stata fatta molta chiarezza e questo fatto può essere causa di confusione che non aiuta ad affrontare con la necessaria serenità la situazione esistente.