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Pane al carbone: un aiuto all’aumento della natalità?

Il consumo del pane al carbone si è abbastanza diffuso e non tutti sono a conoscenza di quali conseguenze ne possono derivare. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Per produrlo è necessario aggiungere all’impasto circa 15 grammi di carbone attivo per ogni kg di farina.Il carbone attivo si ottiene dalla combustione incompleta del legno e durante questo processo possono formarsi sostanze molto pericolose come gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

Tutto sulla pasta

La pasta è l’alimento preferito dagli italiani; quella maggiormente usata è la secca nelle svariate forme lunga e corta. Le caratteristiche che deve possedere la pasta sono definite dal DPR n° 41 del 5.3.2013 che ha modificato il DPR n° 187 del 9.2.2001; l’aspetto più importante della attuale Legislazione italiana è che la materia prima per la produzione della pasta secca deve essere la semola di grano duro.

Le virtù del grano saraceno

grano

Il grano saraceno è recentemente balzato agli onori della cronaca a seguito di iniziative prese a livello parlamentare che hanno creato una certa confusione; tuttavia, come le notizie che destano molto scalpore, la discussione è passata rapidamente nel dimenticatoio. Il grano saraceno però da tempo è oggetto di attenzione e di studi scientifici da parte degli addetti ai lavori: ne è prova il recente convegno su “Gluten free, qualità nutrizionale, organolettica e sicurezza”

Quanto costa il pane?

Il pane è sicuramente uno degli alimenti preferiti dagli italiani e, insieme alla pasta, può essere considerato la base della dieta mediterranea. La produzione del pane deriva dalla lievitazione della farina di frumento e, in funzione della farina impiegata, del tipo di lievito, del periodo di lievitazione, delle modalità di cottura, di eventuali ingredienti speciali, vengono prodotti vari tipi di pane con caratteristiche organolettiche e di conservabilità molto diverse tra loro.