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I residui negli alimenti di origine animale: possiamo stare tranquilli?

I residui di sostanze chimiche (farmaci, ormoni, contaminanti ambientali, ecc.) negli alimenti di origine animale (carne, latte, uova e miele), sono una delle maggiori preoccupazioni dei consumatori. Tali preoccupazioni derivano anche da un’amplificazione e spesso anche da una deformazione delle informazioni che sono fornite dai media sull’argomento.

Deossinivalenolo: un insidioso contaminante dei cereali da tenere sotto controllo

Alcuni funghi microscopici della specie dei Fusarium possono svilupparsi sui cereali (grano, orzo, avena, mais). Durante il loro sviluppo sono in grado di produrre delle sostanze chimiche naturali tossiche (chiamate micotossine) che rimangono negli stessi cereali; tra queste esiste alche il Deossinivalenolo (DON) che si può trovare negli alimenti come pane, pasta o altri prodotti da forno prodotti con i cereali contaminati. Purtroppo il DON è parzialmente termostabile e quindi le temperature di cottura non sono sufficienti ad eliminarlo.

Non ci preoccupiamo, ma impariamo a conoscere il carbonchio ematico

Recentemente a Grottaferrata, in provincia di Roma, alcuni bovini si sono ammalati di Carbonchio ematico (antrace) e sembra che anche qualche persona sia stata contagiata. Si tratta di una “zoonosi”, ovvero di una malattia trasmissibile anche all’uomo, che colpisce diverse specie animali  ed è provocata  dal batterio Bacillus anthracis. Questo batterio una volta “penetrato” nell’organismo animale per via prevalentemente orale, da origine a una setticemia e durante il suo sviluppo produce delle tossine in grado di provocare gravi lesioni che portano alla morte degli animali ammalati.

Perché nelle uova si sono trovati residui di Fipronil? I consumatori sono tutelati?

uova fipronil sicurezzalimentare

Il “tormentone” alimentare che ha preoccupato i cittadini in questa torrida estate ha riguardato i  residui dell’insetticida Fipronil nelle uova. La questione ha colto di sorpresa un po’ tutti compresi gli “addetti” ai lavori e molti hanno puntato il dito su alcuni allevamenti olandesi nei quali sono state trovate per primi le uova contaminate. Si è però visto che il problema riguarda anche altri Paesi inclusa l’Italia. Probabilmente le Autorità di controllo olandesi hanno avuto qualche “soffiata” e per primi hanno fatto i controlli.

Dobbiamo preoccuparci della sicurezza della pasta?

L’organizzazione “Grano Salus” ha condotto una indagine sulla presenza di Cadmio, glifosato e Deossivalenolo (DON) in diverse  paste in commercio in Italia. Il Cadmio è un elemento minerale presente naturalmente nell’ambiente e che può essere assorbito nelle piante ed eventualmente essere presente anche nei semi del frumento. Il DON è una micotossina naturale che si forma a seguito dello sviluppo di muffe in particolari condizioni ambientali quali un elevato tasso di umidità e una temperatura ambientale alta.

Olio tunisino: è un rischio per la salute?

olio d'oliva tunisino

Dai dati pubblicati dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) risulta che i cittadini italiani consumano ogni anno circa 12/13 kg di olio di oliva a persona. Il nostro consumo totale annuo si aggira pertanto intorno alle 700 mila tonnellate, mentre altre 200/300 mila tonnellate ogni anno vengono esportate. Sempre dai dati ISMEA risulta che la produzione nazionale di olio di oliva è piuttosto variabile; nel 2014, anno particolarmente sfortunato, sono state prodotte soltanto 220 mila tonnellate, mentre nel 2013  la produzione è stata di circa 450 mila tonnellate e nel 2015 la produzione è stata di circa 350 mila tonnellate.