Archivi categorie: carni e derivati

Allevamento degli animali e ormoni anabolizzanti: cosa sapere (2a parte)

Nel precedente appuntamento, avevamo concluso che è necessario non abbassare la guardia. L’uso  “grossolano” di ormoni comporta delle lesioni negli animali molto evidenti al momento della macellazione. La presenza di tali lesioni comporta l’esclusione delle carni dal consumo alimentare. Per superare tale problema i “frodatori” hanno messo a punto dei preparati costituiti da miscele di ormoni  in cui i singoli principi attivi sono presenti in concentrazioni molto basse e tali da non provocare alterazioni molto evidenti negli animali e che, soprattutto, “residuano” in concentrazioni  difficilmente rilevabili con i vecchi metodi di analisi. Per contrastare queste illegalità sono stati messi a punto nuovi metodi di analisi molto sofisticati che consentono di identificare concentrazioni infinitesime dei vari ormoni e quindi tenere sotto controllo il fenomeno.

Allevamento degli animali e ormoni anabolizzanti: cosa sapere (1a parte)

E’ molto diffusa l’opinione che le carni, e in particolare quelle di pollo, siano spesso contaminate da ormoni. Il tutto nasce intorno alla fine degli anni ’50 quando l’allevamento degli animali non era sottoposto a vincoli sanitari particolari.

La frollatura della carne

Quando acquistiamo un pezzo di carne non sempre ci rendiamo conto della sua storia, dalla nascita dell’animale alla sua stabulazione, alla alimentazione, alla cura del suo benessere, alla macellazione e infine alla frollatura per garantire la qualità e la sicurezza di quello che portiamo in tavola.

Il cappone… di nonna Carola!

Il cappone è un gallo che è stato castrato a un’età di circa due mesi. La sua produzione ha origini molto antiche e risulta che già nel VII secolo A.C. i greci castravano i galli. Ciò avveniva perché più galli nello stesso pollaio si azzuffavano; allora si castravano quasi tutti e la pace tornava. Quei pochi che restavano “interi” potevano compiere la loro funzione riproduttiva senza doversi contendere le galline.