Archivi categorie: carni e derivati

Il “foie gras” è destinato a scomparire?

La notizia è che la stragrande maggioranza delle catene dei supermercati che operano in Italia ha deciso di interrompere la vendita del “fois gras”. Si tratta del fegato di anatre o di oche “steatosico”, ovvero infarcito di grasso ottenuto con una particolare tecnica di allevamento. Tale alimento non è di uso molto comune, ma è molto apprezzato dai buongustai soprattutto francesi.

Carne separata meccanicamente (CSM): di cosa si tratta

Il Regolamento CE 853/04 definisce la CSM “prodotto ottenuto mediante la rimozione della carne da ossa carnose dopo il disosso o da carcasse di pollame, utilizzando mezzi meccanici  che conducono alla perdita o modificazione della struttura muscolo-fibrosa”. In pratica si tratta di recuperare i vari frammenti di carne che rimangono attaccate alle ossa dopo essere state spolpate. Si possono recuperare soltanto le carni dei suini e del pollame (polli e tacchini).

Antibiotici negli allevamenti: facciamo chiarezza

E’ opinione molto diffusa che gli animali da allevamento siano imbottiti di antibiotici e che possano esserci dei pericoli per i consumatori. Per tranquillizzare i cittadini sono abbastanza diffusi i messaggi che affermano genericamente l’assenza di impiego degli antibiotici, senza però fornire spiegazioni esaurienti.

Carne equina: luci e ombre

Il consumo della carne equina fa parte della tradizione alimentare di molte aree geografiche del nostro Paese. Probabilmente tale consumo è da correlare ai tempi passati quando di cavalli, ma anche asini, muli e i bardotti, ne esisteva un’ampia disponibilità anche perché utilizzati come strumenti di lavoro.

Rane: vale la pena mangiarle?

Le rane sono degli animali appartenenti alla classe degli anfibi e ne esistono centinaia di specie in tutto il mondo. Vivono in ambienti molto umidi. Nella “catena alimentare” ambientale svolgono un ruolo importante siccome sono prevalentemente insettivori e quindi in grado di “contenere” lo sviluppo d’insetti potenzialmente nocivi come ad esempio le zanzare.

Allevamento degli animali e ormoni anabolizzanti: cosa sapere (2a parte)

Nel precedente appuntamento, avevamo concluso che è necessario non abbassare la guardia. L’uso  “grossolano” di ormoni comporta delle lesioni negli animali molto evidenti al momento della macellazione. La presenza di tali lesioni comporta l’esclusione delle carni dal consumo alimentare. Per superare tale problema i “frodatori” hanno messo a punto dei preparati costituiti da miscele di ormoni  in cui i singoli principi attivi sono presenti in concentrazioni molto basse e tali da non provocare alterazioni molto evidenti negli animali e che, soprattutto, “residuano” in concentrazioni  difficilmente rilevabili con i vecchi metodi di analisi. Per contrastare queste illegalità sono stati messi a punto nuovi metodi di analisi molto sofisticati che consentono di identificare concentrazioni infinitesime dei vari ormoni e quindi tenere sotto controllo il fenomeno.