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Quercetina (Quer) e Resveratrolo (Res): possono davvero aiutarci contro il Covid-19?

Quercetina

Non sono in pochi a pensare che il Covid-19 può essere curato assumendo in modo del tutto naturale alimenti contenenti Quer o Resv come ad esempio le cipolle o il vino. Tali convinzioni sono sorte a seguito della diffusione dei risultati di ricerche scientifiche che hanno dimostrato la capacità di queste due sostanze di inattivare o uccidere alcuni virus. Gli studi sono stati condotti in vitro, in altre parole i virus sono stati fatti crescere in “provetta” e sono stati messi a contatto con la Quer o il Res. In tali condizioni si è visto che le due sostanze sono in grado di “bloccare” i processi di riproduzione dei virus provocandone l’arresto dello sviluppo e/o la morte.

Aromi: a cosa servono?

Le piante e gli animali possiedono delle caratteristiche “aromatiche naturali” specifiche che consentono di differenziarle in modo anche netto. Le sostanze aromatiche hanno funzioni biologiche molto importanti anche se non ancora interamente conosciute. Nelle piante possono servire per respingere insetti fitofagi, per attirare insetti impollinatori, per stimolare alcune attività fisiologiche, per respingere animali erbivori, ecc. Negli animali possono servire come richiamo sessuale o anche per allontanare dei nemici.

Possiamo fidarci della “dieta Panzironi”?

Da parecchio tempo Adriano Panzironi sta diffondendo le sue idee in merito alla possibilità di vivere fino a 120 anni. Le regole da seguire per ottenere questo straordinario risultato sono un regime dietetico iperproteico e il consumo di integratori della linea Life 120. Dieta – Si suggerisce un tipo di alimentazione che si presume sia quella dell’uomo vissuto nel periodo paleolitico. In particolare bisognerebbe alimentarsi prevalentemente, se non esclusivamente, con alimenti sia di origine animale, sia di origine vegetale, a elevato contenuto proteico quali la carne e il pesce. Dovrebbe essere evitato il consumo di cereali, legumi, tuberi; quindi niente pasta, pane e riso ritenuti causa di accumulo di grasso e di svariate malattie.  Il latte può essere consumato, ma solo se in modeste quantità.

Ci possiamo fidare degli alimenti in “technicolor”?

Quanti di noi sarebbero entusiasti nel consumare un’aranciata, una cola, una fetta di salmone affumicato, o il tuorlo di un uovo incolori? Probabilmente pochi e per questo esiste la possibilità di “colorarli”: Il tutto però deve avvenire nel rispetto delle norme sugli additivi coloranti definite dal Regolamento Europeo 1333/2008. Lo stesso Regolamento li definisce come: “sostanze che conferiscono un colore a un alimento o ne restituiscono la colorazione originaria, e includono componenti naturali degli alimenti e altri elementi di origine naturale, normalmente non consumati come alimento né usati come ingrediente tipico degli alimenti. Sono coloranti ai sensi del presente regolamento le preparazioni ottenute da alimenti e altri materiali commestibili di base di origine naturale ricavati mediante procedimento fisico e/o chimico che comporti l’estrazione selettiva dei pigmenti in relazione ai loro componenti nutritivi o aromatici.”