L’etichetta delle bevande alcoliche

Il Regolamento 1169/2011 definisce le modalità con cui debbono essere “etichettati” gli alimenti. Sono però rimaste fuori le bevande alcoliche con un contenuto di alcol superiore al 1,2 % , quindi per il vino, la birra, gli aperitivi alcolici, i superalcolici, ecc. non è previsto di indicare gli ingredienti e il valore nutrizionale. Si tratta di una situazione transitoria che deve essere “armonizzata” con gli altri alimenti; infatti “consideranda” del Regolamento al punto 40 si dice:

Pasta e riso: quale origine del grano?

Nel mese di agosto del 2017 sono stati emanati due Decreti (a firma del Ministero delle Politiche Agricole e del Ministero dell’Economia) che prevedono di indicare nelle etichette della pasta secca l’origine del grano utilizzato; anche nelle confezioni di riso deve essere indicata l’origine del cereale. I due Decreti, che hanno titolo sperimentale per due anni, entreranno in vigore il 17 e il 18 febbraio prossimi. Per diventare definitivi sarà necessario aspettare una decisione da parte della UE che dovrà “armonizzare” il sistema di etichettatura anche di questi alimenti, conformemente al Regolamento 1169/2011.

Farmacoresistenza: da cosa dipende e come prevenirla

La antibioticoresistenza è il fenomeno per cui i batteri diventano insensibili all’azione dei farmaci antibatterici (non solo antibiotici, ma anche sulfamidici, chinoloni, furani, e addirittura anche i comuni disinfettanti). La conseguenza è che se si contrae una malattia provocata da un batterio farmacoresistente si corre il rischio di non potersi curare in modo adeguato. Il Ministero della Salute ha pubblicato un importante e complesso documento in cui ha fatto il punto della situazione e ha illustrato il programma di contrasto alla farmacoresistenza.

Salmonelle nel latte in polvere

In confezioni di latte in polvere destinato ai neonati prodotte dalla ditta Lactalis, multinazionale francese proprietaria anche della Parmalat, è stata accertata la presenza di salmonelle.  All’estero (in Italia  il prodotto contaminato non è commercializzato) si sono già verificati almeno una trentina di casi tra i bambini cui è stato somministrato il latte contaminato e ovviamente esiste una grande preoccupazione tra i cittadini (non solo francesi) in quanto il latte in polvere è stato esportato in diversi Paesi.