Il favismo dipende dal consumo delle fave?

fave

Il favismo è conosciuto come una malattia legata al consumo delle fave, ma non è proprio cosi. Anche se le fave possono essere il fattore scatenante, la causa è un “difetto” congenito che hanno alcune persone e più precisamente una carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). Si tratta di un enzima fondamentale per la sopravvivenza e la funzionalità dei globuli rossi. Infatti “protegge” e contribuisce a mantenerne integra la membrana. La mancanza di G6PD può provocare una “rottura” dei globuli rossi e la conseguente fuoriuscita della emoglobina che si disperde nel sangue.

Sicurezza degli alimenti e prezzo finale equo: il ruolo dei mercati generali

mercati generali

Gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole allo stato “fresco” (frutta, verdura, pesce) possono seguire diversi percorsi che spesso non conosciamo. Una quantità relativamente modesta ci arriva direttamente dai “contadini” attraverso le “farm market” dove dovrebbero essere venduti soltanto gli alimenti prodotti direttamente ad eccezione di altri alimenti reperiti da altri “fornitori” che però non dovrebbero essere rilevanti. Alcune catene di supermercati fanno dei contratti con i produttori da cui acquistano direttamente e derrate che poi mettono in vendita.

I veleni negli alimenti: un grave pericolo ignorato (seconda puntata)

Ricorderete che abbiamo già parlato delle aflatossine, veleni naturali presenti negli alimenti (leggi I veleni naturali degli alimenti: un grave pericolo largamente ignorato). Oggi parliamo delle ocratossine che, nel gruppo delle  micotossine, sono tra le maggiormente studiate. Sono prodotte da funghi microscopici del genere Aspergillus e Penicillium ed in particolare da A. ochraceus e P. viridicatum che comunemente chiamiamo muffe. La principale è l’ocratossina A che a seguito di reazioni di “declorazione” o “esterificazione” può trasformarsi nelle forme rispettivamente nella forme A e B.

Trump pensa alla salute o ai soldi? La difesa della “carne ormonata”

trump

I vantaggi derivanti dall’impiego di ormoni  per accrescere il peso vennero scoperti intorno agli anni ’50 con la “castrazione chimica” dei galletti con l’estrogeno di sintesi Dietililstilbestrolo (DES) per ottenere i capponi.  Vennero poi fatti anche studi con gli ormoni androgeni, estrogeni e progestinici naturali e venne dimostrato che la loro somministrazione favoriva in modo significativo la crescita degli animali il cui peso poteva aumentare anche del 10-20 %. In quel periodo non esistevano regole precise e molti allevatori cominciarono ad utilizzare gli ormoni.