Le etichette dei salumi

etichetta salumi

Le etichette di alcuni salumi riportano le dizioni “senza additivi” o “senza nitrati o nitriti” e contemporaneamente la dichiarazione che contengono “estratti vegetali”… Cosa significa? Cerchiamo di capire meglio… I nitriti ed i nitrati sono aggiunti ai salumi perché, oltre che mantenere un ottimo colore, hanno una azione antisettica molto efficace nei confronti del batterio Butulino e sostanzialmente prevengono lo sviluppo della tossina butulinica che, come è noto, può anche provocare la morte a chi dovesse consumare degli alimenti contaminati.

Acidi grassi saturi in eccesso e salute

carne bovina mucche al pascolo

Il Corriere della sera nella sua pagina web, ha riportato i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti da cui risulta che una diminuzione del consumo di acidi grassi saturi riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Alle stesse conclusioni era arrivato qualche mese fa anche l’Istituto Superiore di Sanità che appunto aveva raccomandato una riduzione del consumo di acidi grassi saturi contenuti in grassi vegetali (olio di cocco, olio di palma, burro di cacao, margarine, ecc.) ed anche in quelli animali  (burro e strutto in particolare). L’ISS ha anche menzionato la carne il cui consumo deve essere moderato.

Olio di colza: è davvero rischioso per la salute?

olio di colza e acido erucico

La colza è una pianta Brassicacea dai cui semi si estrae un olio alimentare. I campi di colza sono facilmente riconoscibili per il bel colore giallo che assumono quando sono in fiore. La colza selvatica ha un elevato contenuto di acido erucico, un acido grasso monoinsaturo che può arrecare danni al cuore. Grazie a tecniche di selezione è stato possibile ottenere delle piante che danno un olio in cui l’acido erucico è di circa lo 0,5 % dei grassi totali. L’EFSA il 9 novembre 2016 ha pubblicato la sua valutazione dei rischi derivanti dal consumo di acido erucico.

Effetto serra e bovini: occhio alle leggende metropolitane

somatotropina_bovini

Tra le tante leggende metropolitane è molto diffusa quella che i bovini siano tra i maggiori responsabili dell’effetto serra. Tutto questo nasce da uno studio fatto dalla FAO una decina di anni fa da cui scaturiva che il 18 % delle emissioni di gas  (soprattutto CO2 e metano) deriva dagli allevamenti zootecnici. Anche se queste informazioni sono state riviste al ribasso (addirittura dal 4 all’ 8 % ) ormai i media pullulano di “informatori” (o meglio “disinformatori”) che si sbizzarriscono in apocalittiche previsioni del mondo che soffocherà a causa della flatulenza e dei rutti delle vacche.