SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI: COSA SIGNIFICA DAVVERO?

saccarosio

Agli sportelli dell’UNC è arrivato un quesito circa il reale significato della dicitura “senza zuccheri aggiunti”, facciamo chiarezza.

 

La dicitura “senza zuccheri aggiunti” nelle etichette

La dicitura “senza zuccheri aggiunti” presente sulle etichette di molti prodotti alimentari confezionati è accattivante soprattutto per chi, per motivi di salute o semplicemente di linea, vuole o deve ridurre l’assunzione di zuccheri.

Si tratta in realtà di un messaggio fuorviante per il consumatore in quanto l’almento contiene “soltanto” gli zuccheri naturalmente presenti  e non c’è aggiunta del saccarosio, ovvero del comune zucchero da tavola.

Questo è possibile perché molti alimenti, e in particolare quelli derivati da diversi tipi di frutta, sono molto ricchi  in zucchero (fichi, uva, datteri, castagne, ecc.) per cui non è necessaria una integrazione in quanto sufficientemente dolci.

 

Lo zucchero presente nella frutta

Lo zucchero “naturale” presente nella frutta è principalmente il “fruttosio”; esso ha un potere dolcificante superiore al saccarosio, ma ha un indice glicemico inferiore, ovvero la glicemia viene innalzata in tempi più lunghi  dopo l’assunzione con indubbi vantaggi di chi soffre di diabete.  Il valore calorico è comunque lo stesso tra il fruttosio e il saccarosio.

Alcuni degli zuccheri naturalmente presenti nella frutta hanno un valore calorico più basso. Ad esempio il sorbitolo (che si trova nelle prugne, nei datteri, nelle mele) ha un valore calorico di 2,6 kcalorie contro le 4 del saccarosio. Il potere dolcificante del sorbitolo è però inferiore di circa il 60 % del saccarosio.

Lo zucchero ha un importante valore nutrizionale, ma come tutti i “dolcificanti” ha anche una funzione di stimolarne il suo consumo.

 

Focus sul saccarosio

Il saccarosio ottenuto dalla canna o dalla barbabietola è il dolcificante maggiormente utilizzato sia dall’industria alimentare, sia nelle produzioni artigianali e/o domestiche (prodotti da forno, confetture di frutta, torte, ecc.). Il motivo di questa ampia utilizzazione è anche legato  alla ampia disponibilità e al costo che è molto contenuto.Tutti sanno molto bene che un eccesso di consumi di zuccheri può comportare seri problemi per la salute e che le persone diabetiche debbono limitarne al massimo l’assunzione.

 

La sicurezza degli alimenti “senza zuccheri aggiunti”

La sicurezza degli alimenti “senza zuccheri aggiunti”, ovvero a cui non è stato aggiunto saccarosio, può comportare dei benefici sia perché hanno un indice glicemico più contenuto (fruttosio) o un minore valore calorico (sorbitolo); tuttavia il loro potere dolcificante potrebbe essere inferiore.

Per rendere più “dolci” gli alimenti sono disponibili numerosi dolcificanti sia di origine “naturale”, sia derivati da sintesi chimica. Il polioli (o polialcoli)  si ottengono da trattamenti “chimici” di carboidrati complessi; essi (mannitolo, sorbitolo, maltitolo, …terminano tutti in “olo”)  hanno un minor impatto sulla glicemia ma non sono acalorici.

Ci sono però anche il già citato sorbitolo e la stevia che sono “naturali”.

Di sintesi chimica sono invece la saccarina, l’aspartame e il sucralosio che hanno un ottimo potere dolcificante, ma sono completamente acalorici. Comunque anche i dolcificanti di sintesi non sono completamente privi di pericoli tanto che per essi sono stati definiti dei limiti di tolleranza.

 

Conoscere per scegliere consapevolmente

Come già detto la dizione “senza zuccheri aggiunti”  spiega semplicemente che il prodotto non contiene lo zucchero da tavola (il saccarosio) come ingrediente;  non implica però un quantitativo di zuccheri totali basso:  parliamo di merendine, biscotti, marmellate,  alimenti o bevande naturalmente con un alto contenuto in zuccheri (altrimenti non avrebbero il gusto dolce!), cui spesso vengono aggiunti zuccheri sotto altre forme (esempio “maltitolo”, “sciroppo di…”, “miele” ecc…).

Chi ha problemi di glicemia, chi è in sovrappeso o ha dislipidemie, fegato grasso o stati infiammatori, dovrebbe porre particolare attenzione alle etichette, perché nella lista ingredienti è scritto tutto in ordine decrescente di quantità. Anche la tabella nutrizionale può aiutarci a comprendere meglio cosa andiamo a mangiare perché è sempre specificato il contenuto totale di carboidrati, quello degli zuccheri e delle fibre (più è alto il tenore in fibre meno rilevante sarà l’effetto degli zuccheri sulla glicemia). 

È fondamentale conoscere per saper scegliere consapevolmente e con equilibrio; alle volte può essere utile rivolgersi a un nutrizionista che potrà consigliarci il modo migliore per consumare alimenti dolci.

Autore: Luna Zanoboni

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