Perché il vetro piace ai consumatori

L’organizzazione europea dei produttori di vetro ha condotto un’indagine tra un numero significativo di consumatori dei paesi della UE, per conoscere quali siano le maggiori preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare e anche il loro pensiero in merito al vetro utilizzato come contenitore di alimenti (www.friendglass.com). E’ emerso che una delle maggiori preoccupazioni è rappresentata dalla presenza di “contaminanti” chimici negli alimenti inclusi quelli che possono essere ceduti dai contenitori. In questo contesto è molto diffusa l’opinione che il vetro sia il materiale più sicuro in quanto gli elementi che lo compongono non passano negli alimenti. La preoccupazione sorta con la cessione del bisfenolo da alcuni biberon di plastica ha ulteriormente rafforzato l’opinione che il vetro sia più sicuro.

Un dato sicuramente molto interessante, ma che non dipende dai contenitori quanto piuttosto alla cattiva gestione igienica del cibo, è quello relativo alla sottovalutazione dei pericoli microbiologici che nella UE provocano ogni anno centinaia di migliaia di casi di tossinfezioni alimentari.

In ogni caso comunque il vetro è considerato un baluardo molto efficace per la difesa delle qualità degli alimenti che vi sono contenuti e quando è possibile i prodotti confezionati in vetro sono preferiti a quelli confezionati con altri materiali.

Anche se in generale i vari tipi di contenitori per alimenti forniscono delle ottime garanzie per la conservazione degli alimenti, il vetro presenta alcuni vantaggi rispetto alla plastica o ai metalli.

Gli alimenti contenuti nel vetro sono trasparenti e il consumatore ha la possibilità di controllare lo stato di quanto contenuto e ciò lo facilita nella scelta. Rispetto agli altri contenitori, quelli di vetro (bottiglie, barattoli, ecc.) possono essere riutilizzati in casa per trasferirci acqua, vino, olio, ma anche per le varie conserve (passata di pomodoro, verdure sottolio o sottoaceto, confetture di frutta, ecc.). Una volta consumato l’alimento in essi contenuto, i contenitori in vetro possono essere lavati e perdono qualsiasi traccia e quindi sono facilmente riutilizzabili. Infatti non assorbono sostanze chimiche presenti negli alimenti (coloranti ed aromatizzanti in particolare); la stessa cosa non avviene per altri contenitori che generalmente sono studiati per uno specifico alimento e non sono previsti usi per altri prodotti.

Le peculiarietà del vetro sono legate alla sua costituzione: a differenza di altri materiali per contenitori, ha una struttura fluida che lo rende estremamente duro ed impenetrabile ad agenti chimici e gassosi. Ha ottime capacità isolanti termiche e per tale motivo mantiene per un tempo più lungo rispetto ad altri materiali la temperatura iniziale.

E’ costituito esclusivamente di sali minerali e quindi non esiste il pericolo della cessione di materiali organici; le stesse sostanze minerali vengono cedute in quantità irrilevanti e soltanto se vengono a trovarsi in condizioni di pH estreme ed in presenza di acido fluoridrico che è completamente assente dagli alimenti.

Molte sostanze, inclusi alcuni nutrienti, sono fotosensibili e quindi degradabili alla luce. L’utilizzazione di vetri colorati riesce ad impedire l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta) e quindi alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche rimangono inalterate (importante per la conservazione degli antiossidanti presenti nel vini e nell’olio).

I contenitori di vetro ermeticamente chiusi consentono di “separare” gli alimenti dall’ambiente esterno e quindi di renderli difficilmente vulnerabili all’azione di microrganismi. Fanno forse eccezione, ma in senso positivo, le bottiglie di vino chiuse con tappi di sughero che consentono al vino stesso di “respirare” e quindi di “maturare”. I risultati organolettici che si ottengono con le bottiglie di vetro sono impensabili con contenitori di altri materiali.

Il principale problema è rappresentato dalla fragilità che richiede una particolare attenzione nella sua manipolazione; esistono tuttavia vetri che consentono di limitare questo problema.

Una considerazione conclusiva, ma di grande importanza per l’ambiente, è che il vetro può essere completamente riciclato e, se correttamente raccolto e separato dagli altri rifiuti solidi, diventa una ricchezza piuttosto che un costo. I cittadini dovrebbero essere incentivati ad utilizzare i materiali in vetro nel modo più ampio possibile e, soprattutto, essere correttamente informati sulle modalità dello smaltimento. Potrebbe anche essere utile riprendere la vecchia consuetudine del “vuoto a rendere” che consentirebbe ai consumatori di recuperare qualcosa del costo iniziale del prodotto e di ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti. In definitiva i contenitori in vetro degli alimenti hanno un valore anche dopo il consumo e si tratta di una ricchezza che non deve essere dispersa. (Agostino Macrì)

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