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E’ utile conoscere l’origine del pomodoro con cui sono fatte le conserve?

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con un DM ha introdotto, a titolo sperimentale l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro. Il DM è provvisorio perché la sua definitiva applicazione è subordinata a un “via libera” che dovrà essere rilasciato dalla Unione Europea. Il Ministro Martina, nel presentare il provvedimento, ha fatto rilevare  che le nuove etichette aiuteranno a rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma e in questo modo si tutelano non solo i nostri prodotti, ma anche il lavoro delle nostre aziende e i consumatori.

La segnalazione dei pericoli alimentari: facciamo chiarezza senza allarmismi

Le aziende alimentari, indipendentemente dalle loro dimensioni, debbono disporre di un sistema di autocontrollo per verificare la qualità e la sicurezza del cibo da loro prodotto. Esiste anche un imponente sistema di controllo pubblico con numerose strutture (ASL, “Repressione Frodi”, ARPA, Carabinieri NAS, capitanerie di Porto, ecc,) che, avvalendosi di Laboratori Ufficiali quali gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, sono impegnate quotidianamente nelle verifiche sugli alimenti in commercio.

OGM per l’alimentazione e la salute: problemi, opportunità e prospettive

Gli scienziati che trentadue anni fa hanno prodotto le prime piante geneticamente modificate (GM) desideravano lenire le sofferenze causate dalla denutrizione e dalle perdite dei raccolti che affliggono soprattutto i poveri del mondo. Oggi le piante GM coprono circa un decimo dei terreni coltivati e hanno prodotto indubbi benefici per l’agricoltura; sono anche utilizzate in modo crescente per produrre importanti farmaci a costi sostenibili e in sicurezza.

OGM: liberi di scegliere

ogm

Il Parlamento europeo ha concesso agli Stati membri la possibilità di decidere se vietare o limitare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello comunitario. Il 13 gennaio a Strasburgo, dopo quattro anni di negoziati tra i Paesi favorevoli e quelli contrari alle coltivazioni transgeniche, il Parlamento europeo ha approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio UE e la Commissione europea.