Mangiare pesce fa bene, ma quale scegliere?

pesci

Il variopinto mondo di nutrizionisti, dietologi, cuochi, assertori della dieta mediterranea e persino alcuni vegetariani, raccomanda di consumare con regolarità il pesce senza fare grande distinzione tra i pesci “veri” e gli altri prodotti ittici come i molluschi e i crostacei.

Si tratta di una raccomandazione che è bene seguire poiché i prodotti ittici hanno un valore nutrizionale importante per la presenza di proteine di alto valore biologico, di acidi grassi insaturi, della vitamina D e di minerali essenziali.

I dati pubblicati dall’ISMEA nel 2019 dimostrano che i consumi del 2018 sono di circa 29 kg pro-capite annui, con una flessione di circa il 2%  rispetto alla precedente rilevazione.

Non è invece chiaro quanto sia stata la quantità di prodotti ittici consumati nella ristorazione collettiva e quanti invece nella ristorazione domestica.

La preparazione dei piatti di pesce richiede spesso una maggiore esperienza e anche più tempo rispetto ad altri cibi; ciò ovviamente ne scoraggia il consumo domestico e non sono pochi coloro che mangiano i prodotti ittici nei pasti fuori casa.

In questo periodo di quarantena possiamo approfittare del tempo che passiamo in casa per cucinare i prodotti ittici freschi e surgelati che troviamo negli esercizi commerciali; questo tipo di cucina comporta però la produzione di scarti (lische, teste di pesce, gusci di molluschi e crostacei, ecc.) che oltre a essere ingombranti, lasciano cattivi odori e quindi devono essere smaltiti al più presto.

Esistono però valide alternative che possiamo prendere in considerazione e che sono i prodotti ittici trasformati e quelli pronti per essere cotti.

I prodotti ittici trasformati si ottengono mediante la cottura e l’inscatolamento, la salagione, l’essiccamento o l’affumicatura da soli o in combinazione tra loro.

Ricordiamo il tonno in scatola, le alici sotto sale, il salmone e altri pesci affumicati, il baccalà, lo stoccafisso e altri ancora. Si tratta di alimenti che possiamo consumare tal quali oppure come ingredienti per la preparazione di altri piatti come sughi per la pasta, insalate, tartine, ecc.

Sono anche disponibili molti prodotti ittici precotti e che per essere consumati richiedono soltanto una breve frittura in padella o un passaggio nel forno.

Sono ormai anche disponibili delle confezioni di molluschi ancora vivi, confezionati in atmosfera controllata accompagnate da altri ingredienti che richiedono una normale cottura  per farne dei sughi o anche essere consumate direttamente.

Ricordiamo che in commercio ci sono anche il baccalà e lo stoccafisso già “ammollati” e che richiedono soltanto la cottura.

Se poi non si ha la possibilità di cucinare, esistono i prodotti di “gastronomia” (insalate di mare, fritti, ecc.), che stanno sostituendo le tradizionali “rosticcerie”, che ormai sono molto diffuse nei supermercati e anche nei negozi di alimentari meglio attrezzati.

Una caratteristica comune a tutti i prodotti ittici è la garanzia della sicurezza chimica, fisica e microbiologica che viene data al momento dell’acquisto.

Il mantenimento della sicurezza dipende poi da noi quando questi alimenti arrivano nelle nostre case. I prodotti freschi o congelati dovrebbero essere consumati al più presto; se s’intendono consumare in un secondo tempo è indispensabile mantenere la catena del freddo.

Per i prodotti “trasformati” devono essere rispettate le date di scadenza soprattutto quando c’è scritto “Da consumare entro…” . Per i prodotti in cui la dicitura è “Da consumare preferibilmente entro…” il consumo può essere dilazionato; in questi casi resta inteso che una volta aperti vanno consumati al più presto.

Anche i prodotti di gastronomia vanno consumati il più rapidamente possibile.

Ritornando alla questione iniziale dobbiamo ricordare che il consumo del pesce è molto salutare e abbiamo moltissime possibilità in funzione del nostro gusto e anche delle nostre possibilità economiche.

Sia mangiando un economico pesce azzurro, sia una pregiata spigola “selvaggia”, sia un prezioso caviale o un umilissimo baccalà, il valore nutrizionale non cambia.

Io preferisco un tortino di alici o una pasta al sugo di tonno in scatola.

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8 Risposte su Mangiare pesce fa bene, ma quale scegliere?

  1. massimo ha detto:

    So pero’che il tonno in scatola ha molto sale,attenzione dunque a non abbondare.

  2. Riccardo ha detto:

    … “disponibili delle confezioni di molluschi ancora vivi”…
    Un giorno rispetteremo un po’ di più anche gli esseri di cui ci nutriamo, spero.

  3. Riccardo ha detto:

    Sì, ma Lei intende freschi; la sua frase che ho riportato suggerisce che quella non sia la sola modalità di vendita dei molluschi; infatti si possono comprare surgelati; e secondo me sarebbe meglio dal punto di vista già espresso. Saluti

  4. CARLO ZARDI ha detto:

    Generali Assicurazioni, con la quale ho assicurato l’abitazione, mi offre in promozione l’opportunità di acquistare pesce fresco, accedendo al sito orapesce.com Consegna a casa di pesce fresco, a me sembra caro. Sconto 15% Li conoscete? Sono affidabili e “onesti” – “equi”?
    Grazie per l’attenzione, Carlo Zardi.

    • Agostino Macrì ha detto:

      Non conosco l’organizzazione. Il costo del pesce fresco dipende da diversi fattori che vanno dal tipo di pesca, alla conservazione, oppure se si tratta di pece allevato o pescato a mare. E’ quindi molto difficile stabilire se il costo è equo

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