Acquisto di farmaci e integratori online: cosa c’è da sapere

L’acquisto di prodotti attraverso l’e-commerce è sempre più diffuso per la facilità di trovare di tutto e a prezzi anche convenienti. Purtroppo però, oltre ai prodotti che possiamo acquistare senza nessuna “restrizione” anche nei punti vendita tradizionali, troviamo diversi “articoli” che dovrebbero preoccuparci e dovremmo evitare di acquistare.

I problemi più seri riguardano i prodotti che generalmente acquistiamo nelle farmacie e che richiedono una ricetta medica, ma che, attraverso il commercio elettronico, possiamo acquisire liberamente.

Di  antibiotici ne esistono molti e con diversa attività. Solo il nostro medico può indicarci qual è il più efficace per combattere una malattie infettiva batterica. Purtroppo però non sono pochi coloro che ritengono di dover curare anche un banale raffreddore con un potente antibiotico che possono trovare in internet.  Trattamenti sbagliati possono rendere alcuni microrganismi patogeni “farmacoresistenti” ovvero inattaccabili dagli antibiotici; di conseguenza le malattie che possono provocare sono difficilmente curabili.

Molto gettonati sono i farmaci utilizzati per curare le disfunzioni erettili. Il più noto è il Viagra che si può acquistare in farmacia soltanto con una ricetta medica; ciò è dovuto al fatto che in alcuni casi il farmaco può dare gravi effetti collaterali che soltanto il medico di fiducia può prevedere. Utilizzando questo genere di farmaci al di fuori di qualsiasi controllo medico, i rischi possono essere molto seri, aggravati dal fatto che chi li utilizza è restio a dichiararlo.

Esistono poi farmaci molto importanti utilizzati per “correggere” disfunzioni endocrine e in particolari quelli per regolarizzare i cicli mestruali che possono essere utilizzati soltanto sotto uno stretto controllo medico specialistico.

A questa stessa categoria appartengono farmaci utilizzati illegalmente soprattutto dai cultori del “body building”. Tali farmaci alterano completamente gli equilibri endocrini e danno origine a gravi affetti collaterali (impotenza, sterilità, tumori). Purtroppo tra i canali illegali di vendita esiste anche l’e-commerce e gli acquirenti non si rendono conto dei gravi problemi di salute cui possono andare incontro.

 

Il consumo di “integratori “ alimentari è molto diffuso. Ricordiamo che si possono acquistare e consumare soltanto quelli che sono stati “registrati” dal Ministero della Salute e che si trovano in vendita negli esercizi commerciali autorizzati (farmacie, parafarmacie, ecc.).

Nell’e-commerce possiamo trovare di tutto e spesso anche integratori alimentari privi della necessaria registrazione ministeriale. Tra i più pericolosi ci sono quelli “dimagranti” che speso sono spacciati per “naturali” mentre nel loro interno sono presenti potenti farmaci anoressizzanti e/o diuretici i cui effetti possono essere devastanti.

Tra i componenti si trovano spesso prodotti che non fanno parte dei nostri alimenti tradizionali. Si tratta di piante o estratti di piante esotiche che magari sono utilizzate in altre parti del mondo. L’UE ha inserito questi alimenti tra i “novel food” che possono essere utilizzati soltanto se c’è un parere favorevole da parte dell’EFSA.

 

Al sistema di allerta europeo (RASFF) arrivano frequentemente segnalazioni  di vari prodotti non autorizzati che si trovano in commercio. Ovviamente si procede immediatamente al loro ritiro, ma scorrendo i vari siti di e-commerce si scopre che questi prodotti sono facilmente reperibili. Per citare quelli più recentemente segnalati al RASFF ricordiamo la Noce di Areca, il Dinitrofenolo, Alder bucktorn, Euryale ferox,  Azadirachta indica, Yohimbine, Sidenafil, Huperzina, Bulbine natalensis, tabacco da masticare.

Si ha l’impressione che anche siti commerciali importanti facciano poca attenzione alla “legalità” di quello che viene messo in vendita. Le Autorità di Polizia esercitano una buona vigilanza (prova ne sia che i Carabinieri NAS hanno chiuso 102 siti che vendevano prodotti illegali legati al Covid), ma occorre la collaborazione di tutti.

 

Allora cosa fare per gli acquisti online? Il nostro decalogo

  1. verificare la “serietà” del sito cui ci si rivolge
  2. evitare l’acquisto di farmaci per i quali è prevista una prescrizione medica
  3. nel caso si siano comunque acquistati questi farmaci, prima di utilizzarli consultiamo il medico di fiducia
  4. prima di ordinare un prodotto leggiamo attentamente l’etichetta e in particolare i componenti. Nel caso di integratori alimentari deve essere anche riportato il numero di registrazione del Ministero della Salute.
  5. Purtroppo non sempre le etichette sono facilmente leggibili o comprensibili. In questi casi rinunciamo agli acquisti
  6. Evitiamo assolutamente l’acquisto di prodotti “anabolizzati”, ormonali, rassodanti di ogni tipo.
  7. Diffidiamo dai prodotti che promettono risultati formidabili
  8. Attenzione ai prodotti dimagranti. Possono essere utili soltanto se assunti sotto il controllo di un professionista dietologo
  9. Diffidiamo da prodotti di cui non abbiamo mai sentito parlare e che potrebbero essere dei “novel food” non autorizzati
  10. Informiamo le Autorità di polizia della vendita illegale di prodotti.

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commenti

4 Risposte su Acquisto di farmaci e integratori online: cosa c’è da sapere

  1. Fernanda Guerrieri ha detto:

    putroppo la differenza di prezzo e molto grande tra taluni prodotti venduti on-line e gli stessi prodiotti acquistati in farmacia. Se prendo il caso dell’integratore Armolipid plus, la scatola da 60 compresse si acquista in farmacia ad un prezzo da 42 a 55,00 euro a seconda della farmacia. On-line (Amazon, etc.) si trova anche a 27 euro la stessa scatola e lo stesso produttore (Meda o Mylan). Capisco che la farmacia ha molti costi ma forse ha anche guadagni troppo alti specie se consideriamo che la prevenzione (e da qui l’uso di integratori) nel lungo termine è importante come se non di più della cura della malattia. Grazie e saluti

  2. Gentilissimo, la seguo con interesse ma ho notato che in questo articolo ha omesso le erboristerie!

    Insieme alle farmacie e alle parafarmacie, anche le erboristerie sono canali AUTORIZZATI per l’acquisto degli integratori.

    La esorto quindi a correggere l’articolo, dal quale si evince indirettamente che le erboristerie non siano canali qualificati per la rivendita
    di integratori alimentari, quando invece sono stato il PRIMO canale, in un periodo in cui gli integratori erano SNOBBATI dal canale
    farmacia e dai medici prescrittori.

    Nel frattempo, solleverei anche un’altra questione che riguarda sempre gli integratori alimentari da lei menzionati: trattasi di fatto
    di ALIMENTI, che seguono dunque una stringente filiera e un rigido controllo HACCP.

    L’acquisto on line dei suddetti integratori, potrebbe NON garantire il controllo “dal produttore al consumatore”.

    Il negozio fisico è soggetto a ispezioni e accessi delle ASL e dei NAS che verificano le modalità di stoccaggio e lo stato di conservazione
    degli integratori (che sono alimenti, ricordiamolo).

    Le stesse regole ferree sono messe in atto anche dalle rivendite on-line? Chi mi garantisce che i prodotti non siano conservati in un sottoscala, con temperatura e umidità scorretti e magari anche in condizioni igieniche inadatte?

    I NAS sono all’erta, ma resta il rischio per il consumatore finale di acquistare un integratore mal conservato e dunque inefficace o
    addirittura pericoloso perché i siti di vendita on line nascono come funghi e non possono essere controllati tutti.

    La ringrazio per l’attenzione, e buon lavoro.

    • Agostino Macrì ha detto:

      Dottoressa Affinito la ringrazio molto per il commento che condivido.Il mio obbiettivo era quello di dissuadere i cittadini dagli acquisti on line da siti che definirei clandestini o pirati.
      Il Suo commento sarà visibile a tutti; Le chiederei però di riprendere quello che ha scritto e di trasformarlo in un articolo che pubblicherei volentieri su questo blog.

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