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Il dilemma dei sacchetti di plastica per la frutta e la verdura

L’uso dei sacchetti di plastica in cui riporre la frutta e la verdura prima di essere pesati, soprattutto nei supermercati, risponde a precise esigenze igieniche che tutelano la sicurezza degli alimenti. Esiste però il problema del possibile impatto ambientale dei sacchetti di plastica e, per evitare sprechi, l’Unione Europea ha prescritto che i sacchetti di plastica debbano essere biodegradabili e di responsabilizzare i consumatori facendoli pagare di tasca propria.

Incendio di Pomezia: quali pericoli per la salute?

incendio eco x

A Pomezia è scoppiato un incendio in un deposito di vari materiali (plastica, legno, materiali edili, ecc.) che ha provocato la produzione di fumo in cui erano presenti prodotti di combustione di natura molto eterogenea. Esaminando i dati forniti dalle Autorità pubbliche di controllo, tra le sostanze più “preoccupanti”, risulta la presenza di PCB (policlorobifenili), Diossine, IPA (idrocarburi policiclici aromatici), mentre sembra essere modesta la dispersione di amianto. I livelli di diossine, subito dopo l’incendio erano molto elevati e dell’ordine di 700 volte i livelli normalmente presenti e accettabili.

Sicurezza degli alimenti e prezzo finale equo: il ruolo dei mercati generali

mercati generali

Gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole allo stato “fresco” (frutta, verdura, pesce) possono seguire diversi percorsi che spesso non conosciamo. Una quantità relativamente modesta ci arriva direttamente dai “contadini” attraverso le “farm market” dove dovrebbero essere venduti soltanto gli alimenti prodotti direttamente ad eccezione di altri alimenti reperiti da altri “fornitori” che però non dovrebbero essere rilevanti. Alcune catene di supermercati fanno dei contratti con i produttori da cui acquistano direttamente e derrate che poi mettono in vendita.

Ci possiamo fidare dell’agricoltore?

vendita prodotti agricoli

Con un Decreto Legislativo del 2001 gli agricoltori sono stati autorizzati a vendere direttamente ai cittadini i loro prodotti sia come materie prime sia trasformati. In pratica il contadino può vendere la verdura, la frutta, la carne, il latte da lui prodotti, ma anche le marmellate, il formaggio o i salumi che ottiene da lavorazioni artigianali nella propria azienda senza particolari vincoli per quanto riguarda le strutture ed il personale utilizzati per la vendita.