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RASFF: le segnalazioni degli alimenti irregolari in Italia nel 2018

L’Unione Europea attraverso il Sistema Rapido di Allerta  (RASFF) accoglie quotidianamente le segnalazioni relative alle irregolarità che si riscontrano negli scambi commerciali intracomunitari ed extracomunitari degli alimenti. In pratica ogni Paese della UE “vigila” gli alimenti che importa (o esporta) e se riscontra delle irregolarità il sistema RASFF le porta a conoscenza di tutti i cittadini mediante il proprio sito web.

Alimenti di importazione: controlliamoli per la nostra sicurezza

I residui di sostanze chimiche (farmaci veterinari, contaminanti ambientali, ormoni anabolizzanti, metalli pesanti, pesticidi, micotossine) preoccupano molto i cittadini. Non tutti sanno però che esiste un sistema di controllo molto articolato e che questo pericolo è estremamente limitato se non inesistente. Ogni anno viene effettuato un piano di monitoraggio per verificare il numero di irregolarità e regolarmente si viene a sapere che oltre il 99,5 % dei campioni esaminati è regolare. Le attività di controllo sono coordinate dal Ministero della Salute che si avvale delle ASL per i campionamenti; la parte tecnica della analisi vede i Laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità e degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali quali principali attori per definire le procedure analitiche da seguire.

Il dilemma dei sacchetti di plastica per la frutta e la verdura

L’uso dei sacchetti di plastica in cui riporre la frutta e la verdura prima di essere pesati, soprattutto nei supermercati, risponde a precise esigenze igieniche che tutelano la sicurezza degli alimenti. Esiste però il problema del possibile impatto ambientale dei sacchetti di plastica e, per evitare sprechi, l’Unione Europea ha prescritto che i sacchetti di plastica debbano essere biodegradabili e di responsabilizzare i consumatori facendoli pagare di tasca propria.

E’ utile conoscere l’origine del pomodoro con cui sono fatte le conserve?

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con un DM ha introdotto, a titolo sperimentale l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro. Il DM è provvisorio perché la sua definitiva applicazione è subordinata a un “via libera” che dovrà essere rilasciato dalla Unione Europea. Il Ministro Martina, nel presentare il provvedimento, ha fatto rilevare  che le nuove etichette aiuteranno a rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma e in questo modo si tutelano non solo i nostri prodotti, ma anche il lavoro delle nostre aziende e i consumatori.