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Allergeni al ristorante: come evitarli

alimenti allergenici

Le allergie e le intolleranze alimentari colpiscono un numero significativo di persone, le allergie dipendono da un risposta immunitaria anomala all’introduzione di alcuni alimenti. Le persone intolleranti invece presentano alcune carenze nel loro assetto “fisiologico” che non consentono di utilizzare determinati costituenti della dieta alimenti e possono andare incontro a disturbi anche molto seri. L’Unione Europea con il Regolamento 1169/2011 (Informazioni ai consumatori in materia di sicurezza alimentare) ha fatto il seguente elenco degli “allergeni” che include anche gli alimenti che possono dare intolleranze: cereali (glutine), crostacei, uova, pesci, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa, lupini, molluschi.

I fitoestrogeni della soia farebbero bene alle donne in menopausa. E agli uomini?

La soia è un legume che fa parte della tradizione alimentare dei Paesi dell’Estremo Oriente. E’ utilizzata tal quale oppure lavorata per essere trasformata in Tofu, Tempeh o in bevande. Nel nostro Paese l’utilizzazione alimentare umana della soia è relativamente recente e spesso se ne ricavano dei surrogati cui impropriamente sono attribuite denominazioni che richiamano il latte, i formaggi o la carne.   Uno dei punti di forza per raggiungere i consumatori è di “magnificare” l’assenza di colesterolo e di lattosio che, come per tutti i vegetali e in particolare per i legumi (fagioli, lenticchie, ceci, cicerchia) è assolutamente normale.

“Perle” in materia di sicurezza alimentare

Seguendo quanto proposto dai media o partecipando a convegni, ho avuto modo di “apprezzare” alcune “perle” degne di nota… Un argomento ancora molto gettonato è quello dei residui di ormoni nelle carni. Superata l’asserita presenza di residui nelle carni di pollo, adesso sulla graticola è finita la soia. E’ stato affermato che i fitormoni presenti in questo legume, ampiamente utilizzato come ingrediente dei mangimi, possono restare come residui nelle carni.  Ignota è la base scientifica di questa affermazione.

Alimenti con acido Glutammico: sono sicuri?

Sono in molti a chiedere chiarimenti in merito agli additivi alimentari e in particolare dell’acido glutammico (AGM) e dei suoi derivati di cui il più conosciuto è il glutammato monosodico (GMS). L’AGM è un amminoacido che interviene, tra l’altro, nella funzionalità del sistema nervoso; il nostro organismo è in grado di produrlo in modo autonomo in quantità sufficiente ai fabbisogni. E’ presente naturalmente in alcuni alimenti e in particolare nei formaggi stagionati come il parmigiano, nella salsa di soia, nei pomodori.