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Il sale questo sconosciuto

Ogni grammo di cloruro di sodio (NaCl) da tutti conosciuto come sale, contiene circa 0,4 g di sodio. Questo elemento è di fondamentale importanza per il nostro organismo e deve essere assunto quotidianamente con l’alimentazione in una quantità di almeno 100-600 mg al giorno, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale.  Nei periodi estivi, o quando si pratica dello sport, con la sudorazione si perde parecchio sale che deve essere integrato con la dieta. Noi tutti però generalmente superiamo ampiamente i nostri fabbisogni reali e questo fatto può dare origine a dei problemi di salute.

Etichetta semaforo: vittoria del buon senso

Il Parlamento Europeo ha respinto la proposta di classificare gli alimenti con il criterio del semaforo. Cerchiamo di capire di cosa si tratta: l’agenzia alimentare inglese, negli anni scorsi, ha deciso di segnalare ai consumatori le caratteristiche nutrizionali degli alimenti attraverso il sistema dei semafori. In pratica la presenza negli alimenti di quantità elevate di zuccheri, grassi, grassi saturi e sale deve essere segnalata con un bollo rosso; quando la quantità è media il bollo giallo ed infine quando i nutrienti sono bassi il loro contenuto si segnala con un bollo verde.

Kebab: come consumare in sicurezza il kebab

Il  Kebab è un piatto tipico della cucina mediorientale (turco in particolare), che si è diffuso rapidamente e che tutti conoscono come una alimento di ottima qualità organolettica e di basso costo. Nella sua ricetta originale si utilizza carne di agnello arrostita su uno spiedo fatto ruotare vicino ad una fonte di calore. Con il tempo la ricetta si è evoluta con l’utilizzazione di altre carni; nella versione rispettosa della religione musulmana, non è presente la carne di maiale.

Sale: sì, ma con moderazione e sempre iodato

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Assumere eccessive quantità di sale è dannoso alla salute e può provocare conseguenze anche rilevanti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne raccomanda un consumo moderato ed entro i limiti consigliati (non più di cinque grammi al giorno per persona), prediligendo l’uso del sale iodato in sostituzione del comune sale da cucina. L’insufficiente assunzione di iodio con l’alimentazione, infatti, è responsabile di patologie tiroidee come il gozzo e altre disfunzioni che colpiscono, anche se in modo non grave, circa sei milioni di italiani (più del 10% della popolazione).