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Olio di oliva meglio del Viagra?

Sul web e sui media è stato dato risalto a una ricerca condotta da cardiologi greci da cui risulta che il consumo di olio extravergine di oliva (EVO) consente agli uomini di condurre comportamenti sessuali regolari. Leggendo con attenzione le note di stampa si capisce che i ricercatori greci correlano il mantenimento della sessualità in persone con oltre 56 anni di età al rispetto di una dieta equilibrata, quale quella mediterranea, in cui si consumano alcuni cucchiai la settimana di EVO. 

Olio extravergine di oliva: cosa sta succedendo?

Anche se la coltivazione degli ulivi per la produzione di olio è ancora confinata nel Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, altri Paesi, e in particolare la Cina, l’Australia e gli Stati Uniti stanno mettendo a dimora milioni di piante e non è difficile prevedere che nei prossimi anni saranno in grado di produrre l’olio che adesso importano. Una politica di coltivazione “intensiva” dell’olivo è attualmente praticata dalla Spagna e anche da Paesi del Nordafrica, mentre nel nostro Paese esiste ancora una prevalenza di coltivazioni tradizionali che danno oli di grande qualità anche se in minore quantità: infatti l’Italia da sola non riesce a produrre l’olio di cui ha bisogno e lo deve  in buona parte importare.

Olio extravergine di oliva: tra il gusto ed il valore nutrizionale, cosa scegliere?

Il 6 dicembre 2015 a Cerveteri si è svolta una manifestazione-mercato con i produttori locali che vendevano il loro olio extravergine di oliva “nuovo” in vari “stand” collocati nella splendida piazza principale del paese.   Per valorizzare ulteriormente la manifestazione è stato deciso di premiare i migliori tre oli sulla base delle caratteristiche sensoriali, valutati da un “panel” di assaggiatori professionisti che hanno seguito le procedure previste dalle norme europee per controllare i parametri previsti per l’olio extravergine di oliva.

La cottura è sempre sicura?

Recentemente lo IARC, Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito la carne “processata”, ovvero cotta alla brace o additivata con nitriti e nitrati tra i ”prodotti” cancerogeni. La FSA (Agenzia per la Sicurezza alimentare inglese) ha evidenziato il pericolo legato alla acrilammide che si può formare durante la frittura o nelle cotture ad alte temperature. L’EFSA (Autorità Alimentare Europea) ha valutato queste sostanze ritenendole pericolose ed indicando delle soglie di sicurezza che non dovrebbero essere superate.