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Ancora sull’olio di palma

Il 27 ottobre 2016, la Ferrero ha organizzato un Convegno in cui si è discusso dell’olio di palma. La manifestazione è iniziata con una presentazione da parte del responsabile dell’azienda cui è seguito intervento del Sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Subito dopo sono iniziate le relazioni tenute da ricercatori ed esperti provenienti prevalentemente dal mondo scientifico, che hanno affrontato l’argomento nei vari aspetti di sicurezza nutrizionale, di tecnologia alimentare e impatto ambientale.

Le valutazioni dell’Efsa riguardano solo l’olio di palma?

olio di palma

L’EFSA è stata incaricata di valutare i rischi correlati ad alcune sostanze che si formano a seguito di trattamenti termici degli oli vegetali dell’ordine  dei 200 °C. I loro nomi chimici sono “esteri glicidici degli acidi dei glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi”. Dai dati riportati risulta che le quantità più importanti sono presenti nell’olio di palma, seguito da altri prodotti come la margarina, la salsa di soia ed anche altri alimenti cotti ad alte temperature.

Olio di palma: rischi per la salute?

Il mondo è pieno di persone che, esperte o meno, sulla base di  esperienze personali, informazioni scientifiche, tradizioni, interessi culturali e/o economici, assumono comportamenti alimentari diversi da quelli consueti e non sempre salubri. Fino a quando i loro comportamenti rimangono un fatto personale o diffuso nell’ambito della ristretta cerchia familiare o degli amici, sono comprensibili e rispettabili.

Zucchero e olio di palma, nessuna preoccupazione?

Il 17 luglio 2015, nell’ambito di Expo, l’UE ha organizzato a Milano un Convegno per discutere le prospettive della sicurezza alimentare nel 2050. Tutta la discussione ha ruotato intorno al problema di riuscire a garantire un adeguato approvvigionamento di cibo, privo di pericoli per i consumatori, salvaguardando la biodiversità. Sono state prospettate diverse soluzioni che comunque richiedono lo sviluppo di ricerche scientifiche sia che si voglia andare verso l’applicazione di tecnologie innovative, sia che si voglia ritornare ad un sistema di produzione degli alimenti “tradizionale”.