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La telenovela degli OGM si arricchisce di un nuovo capitolo

Come è ormai noto da tempo, gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), sono il frutto di studi di ingegneria genetica e consentono di conferire a piante o animali caratteristiche particolari diverse da quelle originali. Ad esempio in una pianta di riso può essere inserito un carattere per cui i chicchi contengano Vitamina A, oppure una pianta di mais divenga resistente all’attacco di un parassita. L’autorizzazione a produrre e a commercializzare gli alimenti OGM avviene con una procedura molto complessa in modo da essere certi della sicurezza per i consumatori.

Quale futuro per la ricerca italiana?

I risultati delle ricerche scientifiche disponibili dimostrano che il consumo di soia Geneticamente Modificata (GM)  da parte degli animali da allevamento, non comporta modifiche nella composizione del latte, della carne e/o delle uova prodotte, rispetto e a quelle ottenute alimentando gli animali con la soia “tradizionale”. Il Prof. Infascelli e i suoi collaboratori dell’Università di Napoli, hanno pubblicato i risultati di studi che dimostrerebbero la presenza di frammenti del DNA OGM nel latte di capre alimentate con la soia GM.

L’alimentazione equilibrata

E’ meglio rimanere stoicamente a stecchetto per tutte le feste di Natale o abbuffarsi per poi recuperare con una dieta last minute? Lo zampone e il cotechino rimarranno i principi delle nostre tavole? Panettone e pandoro, come sceglierli? Per non parlare dei dubbi che valgono per tutte le stagioni sull’olio di palma, gli ogm o, visti i recenti fatti di cronaca, sull’oliva d’oliva… A tutte queste domande e molte di più, visto che l’antologia sull’argomento è variegata, risponderanno Agostino Macrì, responsabile per la sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it) ed Eugenio Del Toma

Dalle biotecnologie agli ogm, vizi e virtù

biotecnologie

Nel senso più ampio del termine l’allevamento degli animali, la coltivazione delle piante, la produzione del vino, dei formaggi e dei salumi e le tecniche correlate dovrebbero essere considerate come biotecnologie. Nel corso dei secoli l’uomo infatti ha saputo migliorare le capacità produttive degli animali e delle piante attraverso metodi empirici, ma molto efficaci, incrociando specie e razze tra loro oppure esponendoli a condizioni ambientali difficili costringendoli ad adattarsi. Con queste operazioni di fatto è stato possibile “selezionare” i caratteri in grado di migliorare le capacità produttive delle piante e/o degli animali.