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Ci possiamo fidare degli alimenti in “technicolor”?

Quanti di noi sarebbero entusiasti nel consumare un’aranciata, una cola, una fetta di salmone affumicato, o il tuorlo di un uovo incolori? Probabilmente pochi e per questo esiste la possibilità di “colorarli”: Il tutto però deve avvenire nel rispetto delle norme sugli additivi coloranti definite dal Regolamento Europeo 1333/2008. Lo stesso Regolamento li definisce come: “sostanze che conferiscono un colore a un alimento o ne restituiscono la colorazione originaria, e includono componenti naturali degli alimenti e altri elementi di origine naturale, normalmente non consumati come alimento né usati come ingrediente tipico degli alimenti. Sono coloranti ai sensi del presente regolamento le preparazioni ottenute da alimenti e altri materiali commestibili di base di origine naturale ricavati mediante procedimento fisico e/o chimico che comporti l’estrazione selettiva dei pigmenti in relazione ai loro componenti nutritivi o aromatici.”

I pregiudizi sul salmone non sono giustificati

Nei confronti del salmone ci sono molti pregiudizi legati soprattutto al fatto che quello che troviamo in commercio deriva da allevamenti. Cerchiamo di capire come stanno effettivamente le cose. La quasi totalità dei salmoni in commercio deriva proprio dagli allevamenti intensivi e i più avanzati e numerosi sono in Norvegia. Per questo Paese le produzioni ittiche sono importanti risorse economiche e per tutelarle e valorizzarle esistono il Ministero della pesca, un importante istituto di ricerca (NIFES) che studia le tecniche di produzione e trasformazione dei pesci ed altri enti pubblici (in particolare il Direttorato della Pesca e  l’Autorità della Sicurezza Alimentare Norvegese).

Alimentare in sicurezza i cani e i gatti è possibile

Gli animali da compagnia sono molto diffusi nel nostro Paese e si calcola che il loro numero, considerando anche pesci, uccelli, piccoli roditori, conigli, sia superiore ai 60 milioni. I cani e i gatti sono quelli maggiormente rappresentativi e il totale si aggira intorno ai 14.5 milioni. Uno degli aspetti più importanti che i proprietari debbono affrontare è quello della loro alimentazione. Tradizionalmente, ai cani e i gatti venivano e vengono tuttora forniti gli avanzi della nostra alimentazione arricchiti, alle volte, con gli scarti della macelleria.

Cosa far mangiare ai cani ed i gatti?

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Nelle nostre case ci sono ben oltre 10 milioni fra cani e i gatti. Questi animali hanno bisogno di avere un’alimentazione adeguata alle loro esigenze nutrizionali. Nel passato, quando gli animali da compagnia non erano diffusi come adesso, la loro dieta era basata prevalentemente sulla utilizzazione degli avanzi dell’alimentazione umana ed anche sugli scarti delle macellerie che venivano spesso anche regalati. Questo tipo di alimentazione non garantisce però il corretto apporto di nutrienti.