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La rete di controlli nelle aziende casearie

Il nostro Paese possiede una ampia varietà di formaggi frutto del lavoro di un infinito numero di “casari” che dalle Alpi fino alle isole maggiori nel corso dei secoli hanno affinato le tecniche e ottenuto degli straordinari prodotti. La qualità organolettica dei diversi formaggi “artigianali” dipende in gran parte dalle condizioni ambientali in cui il latte è prodotto, dal “caglio” impiegato, dagli “innesti”  microbici e, soprattutto dalla abilità dei casari nel gestire le varie fasi della lavorazione.

Lo zucchero “comune” aggiunto agli alimenti è veramente un problema?

Gli zuccheri sono di fondamentale importanza per la nostra alimentazione, ma un consumo eccessivo è dannoso per la nostra salute è può essere causa diretta del sovrappeso e dell’obesità e, indirettamente, di serie malattie metaboliche come il diabete. E’ molto diffusa l’opinione che la causa principale di tutti i guai sia lo zucchero comune (saccarosio) che consumiamo attraverso cibi confezionati come biscotti, merendine, bevande gassate, ecc.  considerate spesso nella categoria del “cibo spazzatura”.

Ci possiamo fidare dell’agricoltore?

vendita prodotti agricoli

Con un Decreto Legislativo del 2001 gli agricoltori sono stati autorizzati a vendere direttamente ai cittadini i loro prodotti sia come materie prime sia trasformati. In pratica il contadino può vendere la verdura, la frutta, la carne, il latte da lui prodotti, ma anche le marmellate, il formaggio o i salumi che ottiene da lavorazioni artigianali nella propria azienda senza particolari vincoli per quanto riguarda le strutture ed il personale utilizzati per la vendita.

Perché consumare il latte?

Bevendo un bicchiere di latte intero da 200 millilitri assumiamo 7 grammi di proteine (quanto un uovo), 9,8 di zuccheri, 7,4 di grassi, e 1,4 grammi di sali minerali di cui 300 milligrammi di calcio (quanto 50 grammi di formaggio) e vitamine, tra cui la A la B e la C. In questo modo assumiamo i diversi nutrienti in misura equilibrata ed in grado di soddisfare le nostre esigenze alimentari. In vendita troviamo latte intero e scremato e la differenza, ovviamente, consiste nella quota di grasso che va dal 3,5% dell’intero a meno dello 0.5% dello scremato.