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Il nostro futuro è il digiuno?

Una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini, riguarda la presenza di residui di sostanze chimiche (farmaci veterinari, pesticidi, metalli pesanti, ecc.) nei nostri alimenti. Pochi si rendono conto che insieme ai carboidrati, i grassi, le proteine, i sali minerali, nel nostro cibo ci sono centinaia se non migliaia di sostanze chimiche naturali che in molti casi sono molto utili (vitamine e antiossidanti ad esempio) e in altri hanno una attività tossica (veleni dei funghi, cianuri nelle mandorle amare, nitrati nei vegetali freschi, alcol etilico, ecc.). Fortunatamente le quantità dei “veleni naturali” presenti negli alimenti sono molto basse e difficilmente provocano danni seri ai consumatori.

Le valutazioni dell’Efsa riguardano solo l’olio di palma?

olio di palma

L’EFSA è stata incaricata di valutare i rischi correlati ad alcune sostanze che si formano a seguito di trattamenti termici degli oli vegetali dell’ordine  dei 200 °C. I loro nomi chimici sono “esteri glicidici degli acidi dei glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), e 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi”. Dai dati riportati risulta che le quantità più importanti sono presenti nell’olio di palma, seguito da altri prodotti come la margarina, la salsa di soia ed anche altri alimenti cotti ad alte temperature.

La cottura è sempre sicura?

Recentemente lo IARC, Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito la carne “processata”, ovvero cotta alla brace o additivata con nitriti e nitrati tra i ”prodotti” cancerogeni. La FSA (Agenzia per la Sicurezza alimentare inglese) ha evidenziato il pericolo legato alla acrilammide che si può formare durante la frittura o nelle cotture ad alte temperature. L’EFSA (Autorità Alimentare Europea) ha valutato queste sostanze ritenendole pericolose ed indicando delle soglie di sicurezza che non dovrebbero essere superate.