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Il nostro futuro è il digiuno?

Una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini, riguarda la presenza di residui di sostanze chimiche (farmaci veterinari, pesticidi, metalli pesanti, ecc.) nei nostri alimenti. Pochi si rendono conto che insieme ai carboidrati, i grassi, le proteine, i sali minerali, nel nostro cibo ci sono centinaia se non migliaia di sostanze chimiche naturali che in molti casi sono molto utili (vitamine e antiossidanti ad esempio) e in altri hanno una attività tossica (veleni dei funghi, cianuri nelle mandorle amare, nitrati nei vegetali freschi, alcol etilico, ecc.). Fortunatamente le quantità dei “veleni naturali” presenti negli alimenti sono molto basse e difficilmente provocano danni seri ai consumatori.

I veleni negli alimenti: un grave pericolo ignorato (quarta puntata)

patulina

Dopo aver parlato di aflatossineocratossine e di tricoteceni, parleremo della patulina una micotossina prodotta da diversi funghi del genere Aspergillus e Penicillum. La sua scoperta risale agli anni ’40 quando molti ricercatori si dedicavano alla scoperta di nuovi antibiotici. In realtà la patulina risultò efficace contro diversi microrganismi, ma era anche tossica per gli animali e l’uomo. Di conseguenza venne abbandonata l’idea di un uso farmacologico.

I veleni naturali degli alimenti: un grave pericolo largamente ignorato

aflatossine

I media ci propinano quotidianamente messaggi terroristici che evocano pericoli di ogni genere presenti nei nostri alimenti. Sembra, ma forse è vero, che dietro alle varie campagne ci siano strategie mirate a favorire determinati alimenti piuttosto di altri. Basti pensare a quanto è successo con le criminalizzazioni delle carni bovine, dell’olio di palma, dei salumi, dello zucchero, degli alimenti OGM e cosi via, avvenute sulla base di erronee interpretazioni di pareri scientifici oppure di qualche “illuminato” esperto in grado di suggestionare i “media” in modo tale da condizionare i comportamenti negli acquisti dei cittadini.

Alcaloidi pirrolizidinici: alcuni alimenti vegetali possono presentare dei problemi

Alcaloidi pirrolizidinici

La natura ha dotato le piante di numerose sostanze chimiche per difendersi dagli “aggressori” provenienti dal regno animale come gli erbivori e gli insetti fitofagi. Si tratta di sostanze che, di fatto, provocano vari tipi di “intossicazioni” a chi le ingerisce; gli animali che vivono allo stato selvatico conoscono bene i pericoli derivanti da alcune di queste piante e sono in grado di distinguerle ed evitano di consumarle. Può invece capitare che nel fieno rimanga qualche pianta “velenosa”; si tratta comunque di piccole quantità che non incidono sullo stato di salute degli animali e non lasciano residui nel loro corpo.