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Integratori alimentari a base di vegetali

Fino a non molti anni fa gli integratori alimentari erano costituiti prevalentemente da vitamine e sali minerali ed erano utilizzati per sopperire alla loro scarsa presenza negli alimenti o anche come “ricostituenti” in stati carenziali o nella profilassi di potenziali stati patologici (lo iodio per prevenire il gozzo, l’acido folico durante la gravidanza, la vitamina D per il rachitismo, ecc.). Pur essendo prodotti di libera vendita, si acquistavano quasi esclusivamente in farmacia seguendo molto spesso il consiglio del medico curante.

Lentamente, ma inesorabilmente, il numero degli integratori è salito in modo vertiginoso con un’importante presenza, se non un’invasione vera e propria, di quelli vegetali.

Alimenti con acido Glutammico: sono sicuri?

Sono in molti a chiedere chiarimenti in merito agli additivi alimentari e in particolare dell’acido glutammico (AGM) e dei suoi derivati di cui il più conosciuto è il glutammato monosodico (GMS). L’AGM è un amminoacido che interviene, tra l’altro, nella funzionalità del sistema nervoso; il nostro organismo è in grado di produrlo in modo autonomo in quantità sufficiente ai fabbisogni. E’ presente naturalmente in alcuni alimenti e in particolare nei formaggi stagionati come il parmigiano, nella salsa di soia, nei pomodori.

Preparazione e conservazione dei cibi: possiamo usare l’alluminio?

L’alluminio è un elemento molto diffuso in natura e rappresenta circa l’8% di tutti gli elementi minerali presenti nella crosta terrestre. Secondo il Rapporto ISTISAN 99/25, l’alluminio si ritrova in tutti i tipi di alimenti in concentrazione variabile tra 1-2 mg/kg di peso secco e più di 200 mg/kg in alcuni vegetali, quali gli asparagi o le foglie di tè.

Cibi bruciacchiati: perché fare attenzione

Durante i processi di cottura degli alimenti possono formarsi diverse sostanze chimiche potenzialmente pericolose. Tra queste anche l’Acrilammide (ACR).  Si tratta di una sostanza naturale che si forma durante i processi di cottura ad alta temperatura ed è il frutto di una reazione tra aminoacidi e zuccheri. La sua presenza in molti alimenti (prodotti da forno, alimenti tostati e soprattutto nei fritti) è praticamente inevitabile. Si tratta però di una sostanza cui l’EFSA ha attribuito una potenziale attività cancerogena e genotossica ed anche neurotossica. Sulla base di questa valutazione l’UE ha pubblicato il  Regolamento 2017/2158 (entrato in vigore il 11 aprile 2018), cui si rimanda, e che definisce i valori limite per gli alimenti di produzione industriale.