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“Aridatece” la zuccheriera al bar!

zuccheri

Quando andiamo in un bar a prendere il caffè o qualche altra bevanda da zuccherare, nella maggior parte dei casi troviamo un contenitore in cui sono presenti delle bustine di zucchero bianco o di canna, oltre a quelle dei dolcificanti. Ciò è dovuto alla Direttiva della CEE n° 111 del 2001 (recepita dal nostro Paese con il DL  n° 51 del 2004) che, sostanzialmente, ha previsto il divieto di “vendita” dello zucchero allo stato sfuso, ma soltanto confezionato o meglio, usando un termine tanto caro ai legislatori comunitari,  “preimballato”.

Bevande energetiche: impariamo a conoscerle per farne un uso corretto

In vendita si trovano diverse bevande comunemente chiamate “energetiche” ma che possono essere completamente diverse fra loro  e non sempre sono chiare le loro proprietà. E’ importante conoscerle per poterne fare un uso corretto.

L’acrilammide: un contaminante naturale che richiede attenzione da parte di tutti nella “gestione” del cibo

acrilammide

Il prossimo 11 aprile 2018 entrerà in vigore il Regolamento 2017/2158 della Commissione UE sui limiti di acrilammide negli alimenti. Si tratta di una sostanza chimica “naturale” che si forma per reazione tra l’amminoacido asparagina e gli zuccheri quando gli alimenti vengono cotti a temperatura superiore ai 120°C e con un basso livello di umidità. Il pericolo della formazione riguarda quindi prevalentemente gli alimenti ricchi di amidi (cereali e patate in particolare, ma anche il caffè) quando vengono fritti oppure cotti al forno.

Il nostro futuro è il digiuno?

Una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini, riguarda la presenza di residui di sostanze chimiche (farmaci veterinari, pesticidi, metalli pesanti, ecc.) nei nostri alimenti. Pochi si rendono conto che insieme ai carboidrati, i grassi, le proteine, i sali minerali, nel nostro cibo ci sono centinaia se non migliaia di sostanze chimiche naturali che in molti casi sono molto utili (vitamine e antiossidanti ad esempio) e in altri hanno una attività tossica (veleni dei funghi, cianuri nelle mandorle amare, nitrati nei vegetali freschi, alcol etilico, ecc.). Fortunatamente le quantità dei “veleni naturali” presenti negli alimenti sono molto basse e difficilmente provocano danni seri ai consumatori.