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L’acrilammide: un contaminante naturale che richiede attenzione da parte di tutti nella “gestione” del cibo

acrilammide

Il prossimo 11 aprile 2018 entrerà in vigore il Regolamento 2017/2158 della Commissione UE sui limiti di acrilammide negli alimenti. Si tratta di una sostanza chimica “naturale” che si forma per reazione tra l’amminoacido asparagina e gli zuccheri quando gli alimenti vengono cotti a temperatura superiore ai 120°C e con un basso livello di umidità. Il pericolo della formazione riguarda quindi prevalentemente gli alimenti ricchi di amidi (cereali e patate in particolare, ma anche il caffè) quando vengono fritti oppure cotti al forno.

Il nostro futuro è il digiuno?

Una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini, riguarda la presenza di residui di sostanze chimiche (farmaci veterinari, pesticidi, metalli pesanti, ecc.) nei nostri alimenti. Pochi si rendono conto che insieme ai carboidrati, i grassi, le proteine, i sali minerali, nel nostro cibo ci sono centinaia se non migliaia di sostanze chimiche naturali che in molti casi sono molto utili (vitamine e antiossidanti ad esempio) e in altri hanno una attività tossica (veleni dei funghi, cianuri nelle mandorle amare, nitrati nei vegetali freschi, alcol etilico, ecc.). Fortunatamente le quantità dei “veleni naturali” presenti negli alimenti sono molto basse e difficilmente provocano danni seri ai consumatori.

Bevande decaffeinate: ci sono pericoli?

La caffeina, è una sostanza naturale presente in alcuni vegetali ed in particolare  nelle piante e/o nei frutti di caffè, cacao, , cola, guaranà e mate. Da queste piante si ottengono degli infusi o, come nel caso del cacao, in combinazione con altri ingredienti (latte, zucchero, cereali, ecc.) degli alimenti che contengono la caffeina in diverse concentrazioni. La caffeina è una difesa naturale che consente alle piante di combattere i loro “aggressori” come gli insetti e artropodi erbivori con un’azione paralizzante.

Caffè cancerogeno?

caffeina

Esiste un continuo aggiornamento sull’elenco degli alimenti pericolosi (o forse meglio dire potenzialmente pericolosi) e l’ultimo in ordine di tempo ad assurgere agli onori della cronaca è il caffè. Probabilmente tutti sanno che la bevanda si ottiene per infusione o estrazione dai semi di una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Rubiacee (vedi voce caffè sul blog) e che il suo valore dipende dal contenuto in caffeina.