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La dieta vegana in gravidanza come fattore di rischio per lo sviluppo del feto

La dieta vegana comporta una seria carenza di Vitamina B12, conosciuta anche come cianocobalamina, che è presente negli alimenti di origine animale e in particolare nella carne. Questa vitamina è importante per lo sviluppo neurologico e se la mamma durante la gravidanza non l’assume possono esserci delle conseguenze negative per il feto. Tale problema è stato evidenziato dagli esperti degli ospedali pediatrici del Meyer di Firenze e del Bambini Gesù di Roma. Ne sono scaturite delle raccomandazioni pubblicate anche da La Repubblica “Con la dieta vegana rischi di danni neurologici al feto”.

Lo stress del pollo ruspante

pollo ruspante

Gli attuali sistemi di allevamento dei polli sono da più parti criticati in quanto si ritiene che siano scarsamente rispettosi del benessere animale e si auspica un ritorno alla “natura” con gli animali lasciati liberi di razzolare nelle aie e nei campi per ottenere il pollo “ruspante” e le uova fresche del “contadino”.  Tralasciando gli aspetti economici che renderebbero i prodotti avicoli insostenibili per la stragrande maggioranza dei cittadini, nonché della minore sicurezza igienico-sanitaria delle carni e delle uova, vorrei soffermarmi sul benessere del pollo “ruspante” anche sulla base dell’esperienza che ho maturato molti anni fa quando vivevo in campagna.

I messaggi sulle qualità dei prodotti avicoli alle volte vanno presi con le molle

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I prodotti avicoli, carne e uova, di tanto in tanto vengono messi sotto accusa con le motivazioni più disparate e spesso non veritiere e provocano allarmismi ingiustificati allontanando di fatto, almeno per qualche tempo, i cittadini dal consumo di questi  preziosi alimenti. In queste occasioni gli allevatori subiscono importanti danni economici in quanto gli animali continuano a crescere e a deporre uova che, essendo alimenti da consumare freschi, non possono essere conservati per lungo tempo. Quando le crisi si prolungano nel tempo, come nel caso dell’influenza aviaria, ci sono degli allevamenti che devono chiudere con gravi ripercussioni anche sulle attività lavorative dell’intera filiera avicola.

Ma i salumi possiamo mangiarli con tranquillità?

Nel corso dell’Assemblea annuale del 2017 dell’Assica (Associazione italiana dell’industria salumiera) è stato presentato il rapporto del Censis sul consumo di salumi da parte degli italiani nel 2016. Dal rapporto risulta che circa il 96 % degli italiani mangia salumi; di questi circa il 60 % li mangia più volte la settimana e circa il 36 % qualche volta al mese.