Per proteggere la nostra salute dobbiamo conoscere i potenziali
rischi connessi alla produzione, manipolazione e conservazione dei cibi.
La
salubrità di un alimento infatti dipende da numerosi fattori e presuppone il rispetto di
fondamentali regole igienico-sanitarie necessarie per evitare alterazioni fisiche,
contaminazioni chimiche e microbiologiche.
Nell'organismo umano, negli animali, nell'ambiente e negli alimenti sono presenti microrganismi: alcuni sono da considerarsi "utili" (collaborano ad esempio nei processi digestivi e vengono utilizzati nella preparazione di alimenti come i formaggi, lo yogurt, ecc.), altri "dannosi" per la salute dell'uomo in quanto possono essere responsabili di malattie e pertanto devono essere combattuti.
che cosa sono le malattie alimentari?
cosa succede se gli alimenti vengono inquinati da microrganismi patogeni (ossia pericolosi per la salute dell'uomo)?
Le "malattie alimentari" sono stati patologici che si manifestano in conseguenza del consumo di alimenti che possono contenere un microrganismo patogeno o una tossina di origine batterica.
Vi sono, inoltre, malattie alimentari provocate da sostanze tossiche non prodotte da microrganismi, ma che questi contribuiscono a formare, come l'istamina che si forma in alcuni pesci conservati a temperatura ambiente.
Nell'uomo possono manifestarsi sotto forma di semplici disturbi gastroenterici fino a forme cliniche gravi e con un periodo di incubazione che varia da qualche ora ad alcuni giorni.
| Microrganismi patogeni responsabili di malattie alimentari | Tempo di incubazione |
Sintomi | Alimenti più a rischio |
| Campylobacter jejuni | 3 5 giorni | dolori addominali, diarrea maleodorante e colorata per presenza di sangue, nausea, vomito, febbre | latte crudo non pastorizzato, carni avicole poco cotte (alla brace, barbecue), acqua di fonte |
| Clostridium botulinum | 12 24 ore fino a 3 6 giorni |
prima sintomi gastrointe-stinali, poi nervosi quali lo sdoppiamento della vista, difficoltà di parola, debo-lezza muscolare fino alla paralisi | tipo A: conserve di
carne e verdure tipo B: prodotti a base di carne tipo E: prodotti ittici tipo F: conserve a base di carne e pesce |
| Clostridium perfringens | 8 20 ore | diarrea violenta, dolori addominali | carni bianche e rosse cotte |
| Listeria monocytogenes | 2 3 giorni fino a 3 settimane | febbre, cefalea, nausea, vomito | carni bianche e rosse, formaggi, latte crudo, cibi cotti contaminati dopo la cottura |
| Salmonella spp. | 24 48 ore | dolori addominali, diarrea, vomito, febbre | cibi crudi a base di carne, frutti di mare, uova, latte crudo, cibi cotti contaminati dopo la cottura |
| Shigella spp. | 2 7 giorni | dolori addominali, diarrea con sangue, febbre | cibi manipolati da soggetti infetti o tramite il contatto di acqua inquinata (prodotti della pesca, verdure, latte e latticini, gelati) |
| Staphylococcus aureus | 2 6 ore | nausea, vomito, sudorazione, cefalea, diarrea | panna, latte, creme, gelati, altri alimenti contaminati da soggetti portatori |
| Yersinia enterocolitica | 1 7 giorni | nausea, vomito, sudorazione, cefalea, diarrea, artrite reumatoide, orticaria | latte crudo, carni suine crude |
| Bacillus cereus 1 | 8 16 ore | diarrea violenta, dolori addominali | prodotti carnei, minestre, vegetali, budini e salse |
Nel caso di comparsa di sintomi che fanno sospettare
l'insorgenza di una malattia alimentare, bisogna rivolgersi tempestivamente al
proprio medico o, nel caso, al Pronto Soccorso più vicino. La diagnosi potrà essere
effettuata sulla base dei sintomi clinici, sulla ricerca nelle feci dell'agente
responsabile della malattia o, come nel caso di sospetto botulismo, la ricerca della
tossina in siero, feci, alimenti consumati.
Ci sono essenzialmente tre tipi di malattia alimentare di origine microbica:
Intossicazioni alimentari: insorgono per consumo di un alimento che contiene una tossina, risultato di uno sviluppo microbico nell'alimento. Il batterio può anche essere già morto, ma la tossina può permanere (è il caso, ad esempio, dell'intossicazione stafilococcica e della gastroenterite da Bacillus cereus).
Infezioni alimentari: insorgono quando l'alimento consumato contiene batteri patogeni che colonizzano l'intestino dell'uomo, si sviluppano e causano lesioni ai tessuti. In generale non è necessario che il batterio si moltiplichi nell'alimento, ma se ciò accade la probabilità di infezione aumenta (è il caso, ad esempio, della salmonellosi, della shighellosi, della listeriosi e dell'enterite da Campylobacter).
Tossinfezioni alimentari: sono una combinazione delle due prime forme. Il microrganismo patogeno deve raggiungere cariche molto elevate nell'alimento e dopo l'assunzione da parte dell'uomo continua il suo sviluppo nell'intestino, libera la tossina che scatena la sintomatologia (per esempio, gastroenteriti da Clostridium perfringens e ceppi enterotossigeni di Esherichia coli).
I batteri responsabili di tossinfezioni e intossicazioni alimentari possono più facilmente moltiplicarsi e/o produrre tossine nell'alimento se sussistono alcuni fattori quali:
presenza di alcune sostanze nutritive (proteine, zuccheri, ecc.)
umidità
presenza o assenza di ossigeno a seconda del microrganismo
temperatura (maggiore sviluppo a temperatura ambiente)
prolungato periodo di conservazione.
E' importante però ricordare a tale proposito che la moltiplicazione di questi batteri non sempre determina l'alterazione organolettica dell'alimento: ciò significa che il cibo può contenere quantità di germi sufficienti a provocare l'insorgenza di malattia senza però determinare la modificazione del sapore, del colore, dell'odore, dell'aspetto e della consistenza dell'alimento.
Nel caso di Clostridium botulinum, alcuni ceppi (tipo A, parte del B ed F) sono proteolitici e cioè si assiste, parallelamente alla moltiplicazione del microrganismo, ad una modificazione del sapore, del colore, dell'odore e della consistenza dell'alimento fino a che quest'ultimo assume un aspetto repellente; altri ceppi (tipo E, parte del tipo B e F) non sono proteolitici e pertanto non determinano alcuna modificazione evidente del cibo, nonostante la moltiplicazione e la produzione di tossine da parte del batterio.
Effetti delle temperature su alcuni microrganismi e relative tossine |
||||||
Microrganismi patogeni responsabili di malattia alimentare |
Temperatura di moltiplicazione |
Tempi e temperatura di distruzione dei microrganismi |
Tempi e temperatura di distruzione delle tossine |
|||
Minima |
Massima |
Ottimale |
||||
| Becillus cereus 1 | 7°/10 |
45°/50° |
42°/48° |
100°X5,5 min |
80°X1-2 min |
|
| Bacillus cereus 2 | 3°/5° |
45° |
20°/30° |
90°X5,8 min |
126°X90 min |
|
| Campylobacter jejuni | 7°/10° |
50° |
42°/46° |
55°X45sec/1min |
-- |
|
| Clostridium Botulinum | ceppi proteici | 7°/10° |
50° |
35°/37° |
vedi spora |
80°X10 min |
| ceppi non proteolici | 3° |
35° |
20°/30° |
vedi spora |
80°X10 min |
|
| spora ceppi proteolitici | -- |
-- |
-- |
100°X10/25 min |
-- |
|
| Spora ceppi non prot. | -- |
-- |
-- |
80°X5 min |
-- |
|
| Clostridium perfringens | 7°/10° |
50° |
42°/46° |
spora 80°X13 min |
-- |
|
| Escherichia coli | 7°/10° |
50° |
42°/46° |
55°X4/6 min |
-- |
|
| Listeria monocytogenes | 3°/4° |
35°/45° |
30°/37° |
60°X3/8 min |
-- |
|
| Salmonella spp. | 6,7°/7° |
46° |
37° |
60°X15 sec/2,5 min |
-- |
|
| Shigella spp. | 7°/10° |
45° |
37° |
analogo a Salmonella |
-- |
|
| Staphylococcus aureus | 7°/10° |
50° |
37°/40° |
55°X3 min e ½ |
resiste per oltre 5 min a 100°C |
|
| Vibrio parahaemolyticus | 3° |
45° |
30°/37° |
analogo a Salmonella |
-- |
|
| Yersinia enterocolitica | 3° |
35° |
30° |
analogo a Salmonella |
-- |
|
Fonte: Ministero della Sanità