
Conoscere con precisione i propri diritti (e doveri) quando si fa la spesa, consente di tutelare meglio i propri interessi e di evitare inutili discussioni con i venditori.
Innanzitutto,
non c'è un "diritto di ripensamento" del consumatore, come molti credono.
Quando si acquista un prodotto, si stipula un vero e proprio contratto, anche se non
scritto, che si perfeziona con la consegna e il pagamento della merce.
Questo vale per
tutti i prodotti e il venditore non ha alcun obbligo di cambiare la merce o restituire i
soldi se il consumatore ci ripensa. Può farlo solo per cortesia. Ne ha però
l'obbligo quando il prodotto è difettoso, perché ne risponde legalmente anche se
del difetto è responsabile il produttore (sul quale comunque può rivalersi) oppure
quando è di natura o qualità diversa da quello che il consumatore aveva richiesto (per
esempio un prodotto d'imitazione).
Nei negozi, poi, la merce in vetrina o esposta al pubblico sui banchi di vendita deve riportare l'indicazione del prezzo, che fa fede per l'importo da pagare. Se, per esempio, in un supermercato il prezzo indicato sullo scaffale è più basso di quello che viene poi registrato alla cassa dal lettore ottico, il consumatore ha diritto al rimborso della differenza. Comunque, tutti i prezzi sono liberi (tranne sigarette, fiammiferi, francobolli e medicinali) e non si può protestare se in un negozio qualche cosa è più caro che negli altri, si può solo cambiare negozio.
Inoltre, il prezzo e la vendita di tutte le merci, non solo alimentari, si intendono sempre a "peso netto" e il consumatore ha diritto alla detrazione completa della tara, che si ha quando nel relativo quadrante della bilancia appare un numero (4, 6, 8, eccetera) corrispondente al peso in grammi dell'involgente. Se, invece, nel quadrante "tara" appare il numero zero, significa che la tara non viene detratta. Comunque, formaggi molli e mozzarelle possono essere venduti senza detrarre il peso dell'involgente e così pure cioccolatini e caramelle, nonché salami con spaghi, piombini e fascette e frutta con foglie e rametti.
Sempre a proposito di peso, se il consumatore sospetta che nei prodotti alimentari confezionati il contenuto sia inferiore a quello dichiarato in etichetta, ha il diritto di chiedere l'apertura della confezione e la pesatura del contenuto: se il peso netto è minore, pagherà di meno (o viceversa), ma in tal caso non potrà rifiutare l'acquisto del prodotto.
Altre norme riguardano la bilancia, che deve essere collocata in un punto e in modo tali da consentire la visione libera e immediata non solo del peso, ma anche dell'intera parte frontale e laterale della bilancia stessa (per verificare che non vi siano "zeppe" che alterino la pesatura).
Le bilance hanno comunque margini di tolleranza per l'indicazione del peso esatto, che sono i seguenti: