Zucchero e olio di palma, nessuna preoccupazione?

Il 17 luglio 2015, nell’ambito di Expo, l’UE ha organizzato a Milano un Convegno per discutere le prospettive della sicurezza alimentare nel 2050. Tutta la discussione ha ruotato intorno al problema di riuscire a garantire un adeguato approvvigionamento di cibo, privo di pericoli per i consumatori, salvaguardando la biodiversità. Sono state prospettate diverse soluzioni che comunque richiedono lo sviluppo di ricerche scientifiche sia che si voglia andare verso l’applicazione di tecnologie innovative, sia che si voglia ritornare ad un sistema di produzione degli alimenti “tradizionale”.

Le nanotecnologie, la clonazione, le tecniche OGM ed altre innovazioni possono infatti rappresentare una importante soluzione per incrementare in modo significativo le produzioni primarie, ma anche per una migliore utilizzazione delle materie prime alimentari disponibili ed una riduzione degli sprechi.

Al contrario una “parcellizzazione” delle produzioni primarie (ad esempio la coltivazione “domestica” delle piante  (orti urbani, balconi, terrazze, ecc.), accompagnata da stili di vita adeguati viene ritenuta da alcuni come una soluzione ideale.

Nel corso del Convegno è stato lasciato ampio spazio alla discussione e sicuramente la Commissione UE ha ricavato importanti dati che potranno essere utili per impostare tematiche di ricerca finalizzate a definire le regole per una corretta e sicura alimentazione nei prossimi decenni.

Un argomento ricorrente è stato quello del coinvolgimento dei consumatori nella corretta gestione degli alimenti. Gli argomenti trattati sono ovviamente di grande interesse per i cittadini ed una informazione non adeguata, può avere ricadute molto negative. A tale proposito sono intervenuto citando quanto sta avvenendo in Italia a proposito dell’olio di palma e dello zucchero che sta suscitando grandi preoccupazioni. Ho detto che attualmente esistono dei pareri scientifici in parte controversi e che sarebbe opportuna, sui due argomenti, una valutazione scientifica dell’EFSA (Autorità Alimentare Europea) che finalmente dica qualcosa di definitivo  in merito.

Alla domanda ha risposto il Direttore Esecutivo dell’EFSA Bernhard Url il quale ha spiegato che nel caso dell’olio di palma non sembrano sussistere particolari problemi di sicurezza da richiedere un intervento della stessa EFSA.

Per lo zucchero ha detto che si tratta di una questione “politico gestionale” che esula dalle competenze dell’EFSA. In poche parole non c’è da aggiungere molto al consiglio di mangiare meno zucchero.

Le risposte di Url debbono fare riflettere. In pratica l’olio di palma è un alimento sicuro al pari di altri grassi. Lo zucchero che noi tutti conosciamo, inteso come saccarosio, ha le stesse caratteristiche nutrizionali di altri zuccheri come ad esempio il fruttosio contenuto nella frutta.

Sia l’olio di palma che il saccarosio quindi possono  contribuire allo sviluppo di patologie allo stesso modo di altri alimenti con caratteristiche nutrizionali analoghe.

D’altra parte il Regolamento 1169/2011 sulle comunicazioni ai consumatori (impropriamente conosciuto come Regolamento sulla etichettatura) impone la descrizione del valore nutrizionale degli alimenti inclusa la natura dei grassi e degli zuccheri; questo dovrebbe essere sufficiente per alimentarsi in modo corretto.

Demonizzarne solo qualcuno crea sconcerto tra i cittadini e, forse, nasconde qualche interesse che non ha niente a che vedere con la salute pubblica.

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