I pregiudizi sul salmone non sono giustificati

Nei confronti del salmone ci sono molti pregiudizi legati soprattutto al fatto che quello che troviamo in commercio deriva da allevamenti. Cerchiamo di capire come stanno effettivamente le cose. La quasi totalità dei salmoni in commercio deriva proprio dagli allevamenti intensivi e i più avanzati e numerosi sono in Norvegia. Per questo Paese le produzioni ittiche sono importanti risorse economiche e per tutelarle e valorizzarle esistono il Ministero della pesca, un importante istituto di ricerca (NIFES) che studia le tecniche di produzione e trasformazione dei pesci ed altri enti pubblici (in particolare il Direttorato della Pesca e  l’Autorità della Sicurezza Alimentare Norvegese).

Le diverse strutture collaborano strettamente tra loro e forniscono indicazioni agli allevatori su come “gestire” i loro allevamenti.

E veniamo alle preoccupazioni sulla qualità e la sicurezza dei salmoni allevati nelle più importanti strutture norvegesi.

Qualità dei mangimi. E’ piuttosto diffusa l’informazione che i mangimi sono fatti con prodotti di scarsa qualità. Si tratta invece di prodotti costituiti in parte da sottoprodotti della lavorazione del pesce (o pesci pescati non consumati dall’uomo) e da proteine estratte da cereali e leguminose. Ai mangimi vengono aggiunti sali minerali, vitamine e altri nutrienti di fondamentale importanza per lo sviluppo degli animali.

Ambiente. I salmoni sono posti in  “gabbie” galleggianti a rete nel mare; la concentrazione degli animali comporta la produzione di deiezioni che però vengono smaltite anche grazie a delle tecnologie ad hoc ed al monitoraggio continuo delle gabbie . Negli ultimi anni, per ridurre al minimo il pericolo della contaminazione ambientale, stanno aumentando le gabbie accanto alle quali sono state poste delle colture di alghe e di cozze che per accrescersi utilizzano i residui rilasciati dai salmoni. Sia le alghe, sia le cozze vengono periodicamente raccolte per essere poi utilizzate.

Malattie. I salmoni sono suscettibili a diverse malattie. In passato venivano curate ricorrendo a farmaci antibiotici. Sono stati però messi a punti dei vaccini molto efficaci e di conseguenza non c’è più bisogno di molti farmaci. I dati disponibili dimostrano che c’è stata una riduzione dell’uso degli antibiotici di addirittura del 99%.

Farmaci e residui. L’abbandono dei trattamenti terapeutici ha comportato anche l’assenza di residui significativi di antibiotici nelle carni dei salmoni.

Benessere degli animali. I salmoni sono costantemente monitorati attraverso delle telecamere poste a fianco delle vasche e ci sono degli operatori  che seguono costantemente  quello che succede. Nel caso dovessero verificarsi delle anomalie si interviene tempestivamente per eliminarle. Inoltre la Norvegia è tra i pochissimi Paesi al mondo ad avere una normativa che tiene conto del numero di pesci per vasca ed altri parametri utili a misurare il benessere.
E’ importante sottolineare che i salmoni, al termine del periodo di allevamento, vengono trasportati e macellati in strutture specializzate. Sia il trasposto, sia la macellazione avvengono in modo tala da evitare sofferenze inutili agli animali.
Sicuramente la macellazione in queste condizioni è molto meno dolorosa della morte di un pesce pescato con una lenza o catturato con una rete.

Conclusioni. Per quanto riguarda i salmoni provenienti dagli allevamenti “leader” norvegesi, si deve ritenere che le loro carni siano salubri, senza residui di sostanze chimiche e che sono stati allevati nel rispetto dell’ambiente e del benessere degli animali.

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