I veleni naturali degli alimenti: un grave pericolo largamente ignorato

aflatossine

I media ci propinano quotidianamente messaggi terroristici che evocano pericoli di ogni genere presenti nei nostri alimenti. Sembra, ma forse è vero, che dietro alle varie campagne ci siano strategie mirate a favorire determinati alimenti piuttosto di altri. Basti pensare a quanto è successo con le criminalizzazioni delle carni bovine, dell’olio di palma, dei salumi, dello zucchero, degli alimenti OGM e cosi via, avvenute sulla base di erronee interpretazioni di pareri scientifici oppure di qualche “illuminato” esperto in grado di suggestionare i “media” in modo tale da condizionare i comportamenti negli acquisti dei cittadini.

Focus sui dolcificanti

zuccheri

Gli zuccheri (fruttosio, saccarosio, lattosio per citare i più comuni) sono presenti naturalmente in quantità importanti nel miele, in molti alimenti di origine vegetale (frutta, canna, barbabietola) e anche nel latte. Anche quello che troviamo in commercio (saccarosio)  è “naturale” e viene “estratto” dalle barbabietola o dalla canna. Dai carboidrati (amidi) e dagli zuccheri che assumiamo con la dieta, il nostro organismo “ricava” il glucosio fondamentale per fornire l’energia necessaria per lo svolgimento delle reazioni metaboliche del nostro organismo.

Dobbiamo preoccuparci della sicurezza della pasta?

L’organizzazione “Grano Salus” ha condotto una indagine sulla presenza di Cadmio, glifosato e Deossivalenolo (DON) in diverse  paste in commercio in Italia. Il Cadmio è un elemento minerale presente naturalmente nell’ambiente e che può essere assorbito nelle piante ed eventualmente essere presente anche nei semi del frumento. Il DON è una micotossina naturale che si forma a seguito dello sviluppo di muffe in particolari condizioni ambientali quali un elevato tasso di umidità e una temperatura ambientale alta.

Ci possiamo fidare dell’agricoltore?

vendita prodotti agricoli

Con un Decreto Legislativo del 2001 gli agricoltori sono stati autorizzati a vendere direttamente ai cittadini i loro prodotti sia come materie prime sia trasformati. In pratica il contadino può vendere la verdura, la frutta, la carne, il latte da lui prodotti, ma anche le marmellate, il formaggio o i salumi che ottiene da lavorazioni artigianali nella propria azienda senza particolari vincoli per quanto riguarda le strutture ed il personale utilizzati per la vendita.