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Frutta secca avariata

3 settembre 2019

Durante la trasmissione “Mi manda RAI 3” del tre settembre sono stati forniti dei consigli sugli acquisti della frutta secca. E’ stato consigliato di evitare quella che presenta “anomalie” come macchie o anche dei “filamenti”; la conseguenza, secondo quanto detto dall’esperta durante la trasmissione, potrebbe esssere la comparsa di “farfalline” che poi potremmo ritrovarci in casa.

Anche se il consiglio di non consumare frutta secca avariata è appropriato, sarebbe stato forse utile spiegare che le alterazioni dipendono in gran parte dalla presenza di muffe capaci di produrre le micotossine; sarebbe stato anche utile ricordare che alcune di esse sono cancerogene.

Altro che farfalline.

RASFF: le segnalazioni degli alimenti irregolari in Italia nel 2018

L’Unione Europea attraverso il Sistema Rapido di Allerta  (RASFF) accoglie quotidianamente le segnalazioni relative alle irregolarità che si riscontrano negli scambi commerciali intracomunitari ed extracomunitari degli alimenti. In pratica ogni Paese della UE “vigila” gli alimenti che importa (o esporta) e se riscontra delle irregolarità il sistema RASFF le porta a conoscenza di tutti i cittadini mediante il proprio sito web.

Farmacoresistenza: come ridurre i pericoli

Il fenomeno della farmacoresistenza microbica sta preoccupando le Autorità sanitarie di tutto il mondo ed ha ampia ricaduta sull’opinione pubblica. Da un punto di vista microbiologico l’antibiotico-resistenza è la capacita di un microrganismo di “resistere”, e quindi sopravvivere all’azione di un farmaco antibiotico. Il microrganismo può essere naturalmente resistente verso un antibiotico (resistenza naturale) o divenirlo mediante l’attivazione di meccanismi di “adattamento” (resistenza acquisita). In questo secondo caso, ceppi microbici che in precedenza erano sensibili ai farmaci antibiotici “mutano” il loro patrimonio genetico e divengono insensibili agli stessi farmaci. Queste “mutazioni” vengono “trasferite” direttamente alla progenie in via “verticale”.

I pleonasmi o degli alimenti “senza” o “con” qualcosa

Nelle indicazioni accessorie sulle confezioni degli alimenti (da non confondere con le etichette che debbono riportare fedelmente la composizione nutrizionale) compaiono spesso informazioni che dovrebbero illustrare i potenziali benefici ottenibili dal consumo di uno specifico alimento. Con un termine inglese queste indicazioni  sono chiamate “claims” e fino a una dozzina di anni fa erano molto diffusi ; è stato calcolato che il loro numero era di circa 2000. L’UE ha deciso di correre ai ripari; con il Regolamento 1924/2006 ha stabilito le regole per l’utilizzo delle indicazioni nutrizionali e di salute (appunto i “claims”) che possono essere proposte sulle etichette degli alimenti e/o con la pubblicità. Lo scopo del regolamento è quello di proteggere la salute dei consumatori e renderli più consapevoli delle scelte attraverso la corretta informazione.