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I pleonasmi o degli alimenti “senza” o “con” qualcosa

Nelle indicazioni accessorie sulle confezioni degli alimenti (da non confondere con le etichette che debbono riportare fedelmente la composizione nutrizionale) compaiono spesso informazioni che dovrebbero illustrare i potenziali benefici ottenibili dal consumo di uno specifico alimento. Con un termine inglese queste indicazioni  sono chiamate “claims” e fino a una dozzina di anni fa erano molto diffusi ; è stato calcolato che il loro numero era di circa 2000. L’UE ha deciso di correre ai ripari; con il Regolamento 1924/2006 ha stabilito le regole per l’utilizzo delle indicazioni nutrizionali e di salute (appunto i “claims”) che possono essere proposte sulle etichette degli alimenti e/o con la pubblicità. Lo scopo del regolamento è quello di proteggere la salute dei consumatori e renderli più consapevoli delle scelte attraverso la corretta informazione.

Autarchia e sovranismo alimentari: analogie, pregi e difetti

In questi ultimi tempi si sta molto diffondendo l’idea del “sovranismo” alimentare italiano per cui dovremmo limitare o addirittura eliminare dalle nostre tavole il cibo di importazione. Non è una novità assoluta per il nostro Paese che in un passato non molto recente si è dovuto nelle condizioni di dover applicare l’autarchia che ha delle  similitudini.

Il glifosato: tra pericolosità e disinformazione

Il glifosato è forse il più potente erbicida conosciuto e trova largo impiego in agricoltura dove viene utilizzato per eliminare dal terreno le piante “infestanti” e lasciare il campo “libero” alle piante che si desiderano coltivare. Così, se prima di seminare il frumento distribuiamo sul terreno del glifosato, otterremo la scomparsa di piante “competitrici” e i raccolti saranno migliori.

“Aridatece” la zuccheriera al bar!

zuccheri

Quando andiamo in un bar a prendere il caffè o qualche altra bevanda da zuccherare, nella maggior parte dei casi troviamo un contenitore in cui sono presenti delle bustine di zucchero bianco o di canna, oltre a quelle dei dolcificanti. Ciò è dovuto alla Direttiva della CEE n° 111 del 2001 (recepita dal nostro Paese con il DL  n° 51 del 2004) che, sostanzialmente, ha previsto il divieto di “vendita” dello zucchero allo stato sfuso, ma soltanto confezionato o meglio, usando un termine tanto caro ai legislatori comunitari,  “preimballato”.