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Il favismo dipende dal consumo delle fave?

fave

Il favismo è conosciuto come una malattia legata al consumo delle fave, ma non è proprio cosi. Anche se le fave possono essere il fattore scatenante, la causa è un “difetto” congenito che hanno alcune persone e più precisamente una carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). Si tratta di un enzima fondamentale per la sopravvivenza e la funzionalità dei globuli rossi. Infatti “protegge” e contribuisce a mantenerne integra la membrana. La mancanza di G6PD può provocare una “rottura” dei globuli rossi e la conseguente fuoriuscita della emoglobina che si disperde nel sangue.

Sicurezza degli alimenti e prezzo finale equo: il ruolo dei mercati generali

mercati generali

Gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole allo stato “fresco” (frutta, verdura, pesce) possono seguire diversi percorsi che spesso non conosciamo. Una quantità relativamente modesta ci arriva direttamente dai “contadini” attraverso le “farm market” dove dovrebbero essere venduti soltanto gli alimenti prodotti direttamente ad eccezione di altri alimenti reperiti da altri “fornitori” che però non dovrebbero essere rilevanti. Alcune catene di supermercati fanno dei contratti con i produttori da cui acquistano direttamente e derrate che poi mettono in vendita.

I veleni negli alimenti: un grave pericolo ignorato (seconda puntata)

Ricorderete che abbiamo già parlato delle aflatossine, veleni naturali presenti negli alimenti (leggi I veleni naturali degli alimenti: un grave pericolo largamente ignorato). Oggi parliamo delle ocratossine che, nel gruppo delle  micotossine, sono tra le maggiormente studiate. Sono prodotte da funghi microscopici del genere Aspergillus e Penicillium ed in particolare da A. ochraceus e P. viridicatum che comunemente chiamiamo muffe. La principale è l’ocratossina A che a seguito di reazioni di “declorazione” o “esterificazione” può trasformarsi nelle forme rispettivamente nella forme A e B.

I veleni naturali degli alimenti: un grave pericolo largamente ignorato

aflatossine

I media ci propinano quotidianamente messaggi terroristici che evocano pericoli di ogni genere presenti nei nostri alimenti. Sembra, ma forse è vero, che dietro alle varie campagne ci siano strategie mirate a favorire determinati alimenti piuttosto di altri. Basti pensare a quanto è successo con le criminalizzazioni delle carni bovine, dell’olio di palma, dei salumi, dello zucchero, degli alimenti OGM e cosi via, avvenute sulla base di erronee interpretazioni di pareri scientifici oppure di qualche “illuminato” esperto in grado di suggestionare i “media” in modo tale da condizionare i comportamenti negli acquisti dei cittadini.