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Pesce: come consumarlo in sicurezza

Il consumo di prodotti ittici (pesci, molluschi, crostacei) in Italia è in aumento. Si può osservare un incremento dei consumi di pesce trasformato (conserve di tonno e di alici, pesci affumicati), di prodotti congelati e di relativa recente comparsa, prodotti della IV e V gamma (pesci sfilettati, precotti varie altre preparazioni) che consentono di ridurre notevolmente i tempi per la cottura e, in definitiva, ne facilitano il consumo. Tra i pregiudizi favorevoli e non abbiamo che il pesce fa bene alla salute perché contiene gli acidi grassi insaturi, il pesce “pescato” è più sicuro di quello di allevamento perché non contiene residui di farmaci veterinari, il pesce è un alimento naturale e sano e quindi si può mangiare anche crudo purché sia “abbattuto”. Bisogna però fare attenzione alla presenza di mercurio.

Pericoli da Vibrio vulnificus per il pesce crudo

sushi mano nera

Lo scorso 26 luglio la rivista New England Medical Journal ha pubblicato un breve articolo in cui viene riportato il caso di una persona di 71 anni della Corea del Sud, a cui è stata amputata una mano a causa di una infezione da Vibrio vulnificus, contratta dopo aver consumato pesce crudo. Cerchiamo di capire perché questo è avvenuto.

Attenzione ai frutti di mare “selvaggi”

Per frutti di mare “selvaggi” intendiamo vongole, cozze, telline, cannolicchi, lumache ecc. che troviamo lungo la riva del mare o attaccati agli scogli in prossimità delle coste. Sono molte le persone che si dedicano alla raccolta di questi prodotti e poi ovviamente li mangiano cucinandoli in vario modo, ma anche crudi. I frutti di mare possono però presentare delle insidie di natura chimica e microbiologica e ciò dipende dal loro modo di alimentarsi.

I pregiudizi sul salmone non sono giustificati

Nei confronti del salmone ci sono molti pregiudizi legati soprattutto al fatto che quello che troviamo in commercio deriva da allevamenti. Cerchiamo di capire come stanno effettivamente le cose. La quasi totalità dei salmoni in commercio deriva proprio dagli allevamenti intensivi e i più avanzati e numerosi sono in Norvegia. Per questo Paese le produzioni ittiche sono importanti risorse economiche e per tutelarle e valorizzarle esistono il Ministero della pesca, un importante istituto di ricerca (NIFES) che studia le tecniche di produzione e trasformazione dei pesci ed altri enti pubblici (in particolare il Direttorato della Pesca e  l’Autorità della Sicurezza Alimentare Norvegese).