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Una salutare crostata fatta in casa: bisogna semaforarla?

Una nota autobiografica. Con mia moglie, in previsione di una festicciola in famiglia abbiamo abbozzato un menu che consisterà in pizza margherita casareccia (250 kcal/100 grammi) e panini all’olio farciti fatti in casa (solo i panini 300 kcal/ 100 grammi). Come “antipasto” serviremo delle arachidi e mandorle tostate (circa 600 kcal/100 g), delle patatine (oltre 500 kcal/100 g) e dei rustici (300 kcal/100 g)che acquisteremo.

Pane: quale mangiare?

Il pane nella nostra tradizione è l’alimento più semplice ed umile che può essere mangiato tal quale oppure associato ad altri cibi di cui va a costituire il supporto ideale. Nella sua forma originale non è altro che un impasto di farina di frumento e acqua che viene fatto cuocere. La prima evoluzione è stata la “fermentazione” dell’impasto con lieviti e la successiva cottura al forno che rende il pane soffice e più gustoso.

Shirataki: quando gli spaghetti sono giapponesi

Una delle ultime “novità” nel variegato modo della gastronomia è la pasta, o meglio gli spaghetti, “shirataki”. Si trovano in vendita a prezzi non proprio modesti, nei negozi bio, nelle erboristerie e nelle farmacie. Non risulta che siano presenti in abbondanza nei negozi di alimentari “comuni” e probabilmente chiedendo questo prodotto al nostro fornitore abituale potremmo ricevere qualche risposta da cui si può intravedere una certa perplessità.

Pane al carbone: un aiuto all’aumento della natalità?

Il consumo del pane al carbone si è abbastanza diffuso e non tutti sono a conoscenza di quali conseguenze ne possono derivare. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Per produrlo è necessario aggiungere all’impasto circa 15 grammi di carbone attivo per ogni kg di farina.Il carbone attivo si ottiene dalla combustione incompleta del legno e durante questo processo possono formarsi sostanze molto pericolose come gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA).