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Latte d’asina: un alimento della tradizione ancora molto funzionale

Il latte d’asina è un alimento conosciuto sin dall’antichità. Le più antiche testimonianze storiche che documentano la presenza di allevamenti asinini sono delle raffigurazioni su bassorilievo risalenti al 2500 a.C. ritrovate in Egitto. Ippocrate e Plinio il Vecchio ne prescrivevano l’uso come medicamento. Cleopatra e Poppea ne conoscevano le proprietà cosmetiche. Bisognerà però attendere il Rinascimento per una prima vera considerazione scientifica del latte di asina da parte dei saggi del tempo. Francesco I, in Francia, su consiglio dei suoi medici utilizza latte d’asina per guarire da una lunga malattia. In base all’esperienza di Francesco I in Francia si diffuse l’abitudine di allevare asine in prossimità di ospedali.

C’è latte e latte: quali le differenze?

latte di soia

Per latte si intende il prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie delle femmine dei mammiferi ed è un liquido bianco, opaco, contenente, in soluzione o sospensione, proteine, grassi, carboidrati, vitamine, sali minerali. Si tratta quindi di un alimento completo in grado di soddisfare le esigenze nutrizionali dei neonati. Il latte oltre che essere consumato tal quale, viene anche trasformato in yoghurt, formaggi freschi (mozzarelle, robiola, ricotta, ecc.) a media e lunga conservazione (gorgonzola, asiago, pecorino, parmigiano, grana, ecc.).

Latte in polvere e formaggio, facciamo chiarezza

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Il latte è costituito per circa il 90 % di acqua ed il resto sono proteine, grassi, sali minerali, zucchero (lattosio) ed altre sostanze presenti in minore quantità. Per fare il formaggio bisogna far “cagliare” il latte in modo da separare la parte solida, che viene raccolta e  lavorata  facendone forme che poi vengono lasciate “maturare” per tempi variabili. Si possono così ottenere formaggi  freschi o stagionati da poche settimane a diversi mesi.

Blitz dei Nas, farmaci illegali ai bovini: pericolo per la salute?

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I Carabinieri dei Nas di Cremona hanno scoperto un traffico clandestino di farmaci veterinari utilizzati in modo illegale negli allevamenti bovini ed in particolare in quelli delle vacche da latte. Purtroppo, nonostante la severità delle leggi che consentono soltanto l’impiego di specialità medicinali veterinarie registrate dalle Autorità Sanitarie e sotto il controllo medico veterinario, ogni tanto si scoprono delle illegalità che possono creare problemi alla salute pubblica.