Archivi categorie: latte e derivati

Mozzarelle alla soda o meglio mozzarelle al sapone. Perché?

mozzarella soda caustica

Le Autorità di controllo recentemente hanno scoperto che in alcuni caseifici campani il latte con cui si faceva la mozzarella di bufala, era trattato con soda e giustamente sono intervenute interrompendo questa pratica illegale. La soda, ovvero l’idrossido di sodio la cui formula è NaOH, è una sostanza fortemente alcalina registrato come additivo alimentare correttore di acidità; la sua sigla è E524.

Da dove arriva il latte che beviamo?

mucche montagne

Da sempre le aziende che operano in Italia per la produzione di latte fresco utilizzano latte nazionale, con il ritiro di 550 milioni di litri l’anno. Il 100% del latte fresco è quindi italiano e confezionato solitamente entro 24 ore dalla mungitura. Per questo viene acquistato vicino agli stabilimenti di confezionamento. Diversa è la situazione per il latte a lunga conservazione (UHT) che proviene anche da altri Paesi. In Italia abbiamo soltanto circa 3.000 stalle; essendo la produzione nazionale insufficiente e per fare fronte alle richieste dei consumatori italiani, siamo costretti ad acquistarlo dall’estero ed in particolare da altri Paesi dell’UE a grande tradizione lattiero-casearia come Francia, Germania, Austria, Slovenia. 

Perché consumare il latte?

Bevendo un bicchiere di latte intero da 200 millilitri assumiamo 7 grammi di proteine (quanto un uovo), 9,8 di zuccheri, 7,4 di grassi, e 1,4 grammi di sali minerali di cui 300 milligrammi di calcio (quanto 50 grammi di formaggio) e vitamine, tra cui la A la B e la C. In questo modo assumiamo i diversi nutrienti in misura equilibrata ed in grado di soddisfare le nostre esigenze alimentari. In vendita troviamo latte intero e scremato e la differenza, ovviamente, consiste nella quota di grasso che va dal 3,5% dell’intero a meno dello 0.5% dello scremato.

Latte d’asina: un alimento della tradizione ancora molto funzionale

Il latte d’asina è un alimento conosciuto sin dall’antichità. Le più antiche testimonianze storiche che documentano la presenza di allevamenti asinini sono delle raffigurazioni su bassorilievo risalenti al 2500 a.C. ritrovate in Egitto. Ippocrate e Plinio il Vecchio ne prescrivevano l’uso come medicamento. Cleopatra e Poppea ne conoscevano le proprietà cosmetiche. Bisognerà però attendere il Rinascimento per una prima vera considerazione scientifica del latte di asina da parte dei saggi del tempo. Francesco I, in Francia, su consiglio dei suoi medici utilizza latte d’asina per guarire da una lunga malattia. In base all’esperienza di Francesco I in Francia si diffuse l’abitudine di allevare asine in prossimità di ospedali.