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La rete di controlli nelle aziende casearie

Il nostro Paese possiede una ampia varietà di formaggi frutto del lavoro di un infinito numero di “casari” che dalle Alpi fino alle isole maggiori nel corso dei secoli hanno affinato le tecniche e ottenuto degli straordinari prodotti. La qualità organolettica dei diversi formaggi “artigianali” dipende in gran parte dalle condizioni ambientali in cui il latte è prodotto, dal “caglio” impiegato, dagli “innesti”  microbici e, soprattutto dalla abilità dei casari nel gestire le varie fasi della lavorazione.

Salmonelle nel latte in polvere

In confezioni di latte in polvere destinato ai neonati prodotte dalla ditta Lactalis, multinazionale francese proprietaria anche della Parmalat, è stata accertata la presenza di salmonelle.  All’estero (in Italia  il prodotto contaminato non è commercializzato) si sono già verificati almeno una trentina di casi tra i bambini cui è stato somministrato il latte contaminato e ovviamente esiste una grande preoccupazione tra i cittadini (non solo francesi) in quanto il latte in polvere è stato esportato in diversi Paesi.

Mozzarelle alla soda o meglio mozzarelle al sapone. Perché?

mozzarella soda caustica

Le Autorità di controllo recentemente hanno scoperto che in alcuni caseifici campani il latte con cui si faceva la mozzarella di bufala, era trattato con soda e giustamente sono intervenute interrompendo questa pratica illegale. La soda, ovvero l’idrossido di sodio la cui formula è NaOH, è una sostanza fortemente alcalina registrato come additivo alimentare correttore di acidità; la sua sigla è E524.

Da dove arriva il latte che beviamo?

mucche montagne

Da sempre le aziende che operano in Italia per la produzione di latte fresco utilizzano latte nazionale, con il ritiro di 550 milioni di litri l’anno. Il 100% del latte fresco è quindi italiano e confezionato solitamente entro 24 ore dalla mungitura. Per questo viene acquistato vicino agli stabilimenti di confezionamento. Diversa è la situazione per il latte a lunga conservazione (UHT) che proviene anche da altri Paesi. In Italia abbiamo soltanto circa 3.000 stalle; essendo la produzione nazionale insufficiente e per fare fronte alle richieste dei consumatori italiani, siamo costretti ad acquistarlo dall’estero ed in particolare da altri Paesi dell’UE a grande tradizione lattiero-casearia come Francia, Germania, Austria, Slovenia.