Archivi categorie: etichette alimentari

Certe esagerazioni del made in Italy

made-in-italy

La difesa del made in Italy riguarda diversi settori produttivi, ma quello alimentare riveste particolare interesse. Infatti il nostro export in vini, salumi, formaggi, conserve, prodotti da forno, ecc. è una delle principali voci commerciali “attive” per il Paese. Ovviamente è ancor più rilevante il consumo interno che non riguarda soltanto gli alimenti trasformati, ma anche le materie prime (carne, latte, uova, frutta, verdura, cereali, legumi) utilizzate tal quali o cucinate sia a livello domestico, sia nella ristorazione collettiva.

Succhi di frutta nelle bevande analcoliche

Con il recente Decreto del Ministro Balduzzi si impone che le bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia, il cui gusto ed aroma fondamentale deriva da essenza di agrumi o di paste aromatizzati di agrumi, debbano essere commercializzate con un contenuto di succo naturale non inferiore al 20 per cento. Le aziende produttrici hanno il tempo di otto mesi per smaltire le loro scorte attualmente in commercio in cui, come è noto, il succo di agrumi è al massimo del 12 per cento.

Etichettatura degli alimenti: come funziona?

Con il Regolamento UE 1169/2011 il Parlamento Europeo ha emanato delle norme relative “alla fornitura d’informazioni sugli alimenti ai consumatori”. E’ importante sottolineare il titolo del Regolamento  in quanto le norme che sono state emanate hanno come obiettivo principale quello di proteggere i consumatori dai pericoli collegati al consumo degli alimenti e ad informarlo su come deve “gestirli” dal momento dell’acquisto fino a quando lo consuma.

Il curioso caso delle polpe di pomodoro senza peso sgocciolato

Le polpe di pomodoro sono ancora orfane di legge e non dichiarano il peso sgocciolato, mentre nei pelati c’è, perché sono disciplinati da una legge. Eppure in ambedue si aggiunge succo di pomodoro. Teoricamente le polpe rientrano nella categoria dei prodotti di fantasia, che possono essere fabbricati senza criteri legali di qualità, svincolati da una formulazione prestabilita, da tolleranze e divieti, purché rispettino la legislazione generale in materia alimentare.