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Carne sintetica: il cibo del futuro?

Riduzione dei gas serra, produzione di cibo cruelty free senza rinunciare alle proteine animali sono tra le motivazioni dietro l’ultimo ritrovato delle mode alimentari: la carne sintetica, prodotto che – secondo alcune previsioni – potrebbe arrivare sulle nostre tavole a partire dal 2020. Sono infatti molti i laboratori che da diversi anni nel mondo stanno lavorando su questo progetto, presentato ufficialmente in pubblico nel 2013 con l’assaggio del primo hamburger prodotto in laboratorio. Presentazione avvenuta peraltro con un certo successo, dato che chi lo ha assaggiato dichiarò che aveva un gusto intenso (anche se non molto succoso per l’assenza di lipidi) e paragonabile a quello della carne.

La “grana” del Lisozima

Il lisozima è un enzima con struttura polipeptidica naturalmente  presente in alcuni escrementi animali (in particolare nelle lacrime umane) e anche nell’albume dell’uovo. E’ una delle poche sostanze di origine animale ad attività antibiotica; la sua azione consiste nell’attaccare la parete dei batteri rendendoli più vulnerabili limitandone la capacità di sviluppo. Per questa sua caratteristica trova applicazione sia in alcuni “integratori” alimentari, sia nella preparazione di alimenti “fermentati” quali il vino, la birra, e alcuni formaggi stagionati come il Provolone, l’Asiago, il Montasio e soprattutto il Grana Padano.

La marchiatura delle uova

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La maggior parte delle uova prodotte è destinata al consumo alimentare diretto. Una parte non trascurabile delle uova trova un uso industriale per ottenere diversi prodotti come il lisozima o gli ovoprodotti che trovano utilizzazione da parte dell’industria alimentare e/o dagli artigiani per la produzione di vari prodotti da forno, paste, dolci, ecc. Ci sono poi le uova per la riproduzione destinate ai “covatoi” da cui si ottengono i pulcini da introdurre negli allevamenti sia delle galline ovaiole, sia dei polli da carne.

Caratteristiche della carne di coniglio

Il coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus) è un mammifero che appartiene all’ordine dei Lagomorfi, famiglia leporidi. Ne esistono molte razze di taglia piccola, media e gigante. Nel nostro Paese esiste una forte tradizione per il suo allevamento soprattutto domestico e rurale ed è di scarso impatto ambientale. Ciò è dovuto al fatto che il coniglio è molto prolifico, ha poche esigenze alimentari e produce dell’ottima carne a costi contenuti. Una sola fattrice in un anno può  produrre una trentina di animali. Il suo periodo di accrescimento, anche in condizioni di allevamento tradizionale , molto rapido e può essere macellato intorno ai tre mesi.