Archivi categorie: alimenti di origine vegetale

Olio extravergine di oliva: puoi riconoscerlo così!

In commercio è possibile acquistare olio extravergine di oliva ed olio vergine di oliva. Le differenze sostanziali sono l’acidità  (che si misura con semplici esami di laboratorio) e le caratteristiche organolettiche che vengono valutate da panel di esperti “assaggiatori”. Quando troviamo scritto su una etichetta “olio extravergine di oliva” significa che ha una acidità inferiore a 0,8 g per litro e qualità “sensoriali”, misurate secondo una scala di valori adottata dai panel, superiori a 6,5 . In presenza di acidità superiori a 0,8 g/litro e con valori sensoriali inferiori a 6,5 ci troviamo di fronte ad oli vergini che sono ovviamente di qualità inferiore.

Avocado e farfalla monarca: io sto dalla parte della farfalla

avocado

Per fare spazio produzione di alimenti da anni sono in corso imponenti disboscamenti e deforestazioni in molte aree geografiche del mondo. Molto conosciute sono le azioni compiute per fare posto alle coltivazioni di mais e di soia nel continente americano e della palma nelle foreste tropicali del sud est asiatico. Anche il nostro Paese, ed in particolare nella pianura padana, sono state compiute azioni che hanno compromesso gli  equilibri ambientali per fare spazio alle attività agricole intensive che hanno bisogno di grandi quantità di acqua.

Olio di colza: è davvero rischioso per la salute?

olio di colza e acido erucico

La colza è una pianta Brassicacea dai cui semi si estrae un olio alimentare. I campi di colza sono facilmente riconoscibili per il bel colore giallo che assumono quando sono in fiore. La colza selvatica ha un elevato contenuto di acido erucico, un acido grasso monoinsaturo che può arrecare danni al cuore. Grazie a tecniche di selezione è stato possibile ottenere delle piante che danno un olio in cui l’acido erucico è di circa lo 0,5 % dei grassi totali. L’EFSA il 9 novembre 2016 ha pubblicato la sua valutazione dei rischi derivanti dal consumo di acido erucico.

Marmellate, conserve e composte

Marmellate, conserve e composte

Quando nelle nostre case mettiamo a cuocere la frutta alla quale aggiungiamo dello zucchero e magari anche della pectina per favorire l’addensamento noi tutti siamo convinti di apprestarci a fare una marmellata, però nella maggior parte dei casi sbagliamo denominazione e non lo sappiamo. A livello domestico possiamo tranquillamente evitare di scrivere sul barattolo l’esatta definizione della “marmellata” che stiamo preparando, ma quando la compriamo corriamo il rischio di perderci e di non capire bene cosa contiene la “confezione” di frutta conservata è reale.