Salmonelle nelle uova

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Il  Ministero della Salute ha comunicato il ritiro volontario di tre partite di uova da parte dell’Azienda “Avicola Peligna di Margiotta Mario” perché risultate contaminate dal batterio  Salmonella enteridis. Come per altri ritiri “volontari” anche questo è la conseguenza di “irregolarità” riscontrate nei controlli effettuati direttamente dalle aziende di produzione oppure dalle Autorità Pubbliche.

Quali pericoli?

Il consumo di alimenti contaminati con Salmonelle può  provocare una infezione intestinale con febbre, vomito, diarrea e dolori diffusi. Nelle persone “defedate” (bambini, anziani, immuno depressi) la malattia può essere più grave. La salmonellosi può essere curata con una terapia antibiotica, ma soltanto a seguito di un intervento del medico che dopo aver fatto la diagnosi può prescrivere il farmaco più adatto.

Come si previene la contaminazione da Salmonelle nelle uova

Le Salmonelle (oltre alla  enteridis ne esistono altre di cui la più pericolosa è la typhimurium) rappresentano una delle più importanti preoccupazioni per gli allevatori; per prevenirne la diffusione essi attuano rigorose misure igieniche.

I pulcini arrivano da covatoi che ne garantiscono  perfette condizioni di salute e in particolare l’assenza di contaminazioni da salmonelle.

Una volta stabulati negli allevamenti i pulcini sono vaccinati contro alcune malattie infettive. Purtroppo però contro la salmonellosi non esistono vaccini che ne garantiscono una completa  copertura.

Un pericolo potrebbe venire dall’alimentazione; per evitare questo pericolo si fanno controlli microbiologici costanti sui mangimi.

Prima che gli animali comincino a produrre le uova passano diverse settimane; in questo periodo vengono monitorati con controlli microbiologici. Nel caso in cui dovessero scoprirsi infezioni da salmonelle, piuttosto che tentare terapie antibiotiche,  spesso si preferisce eliminare tutti gli animali e sostituirli con nuovi pulcini.

Quando le galline cominciano a deporre si fanno controlli regolari sulle uova e, nel caso di positività alle salmonelle (peraltro molto rare negli allevamenti “industriali”) le uova non vengono commercializzate e se qualche partita dovesse essere stata messa in vendita, si procede al suo ritiro (come peraltro avvenuto con le uova dell’Azienda agricola Peligna). Anche se il Ministero non ha comunicato quali azioni sono state intraprese dall’Azienda, si deve ritenere che si sia proceduto alla distruzione delle uova e alla eliminazione di tutte le galline potenzialmente infette.

Le misure di prevenzione sopra indicate sono difficilmente applicabili negli allevamenti “domestici” o “rurali”; in questi casi il rischio di avere delle uova “contaminate” è più consistente.

Se non si è certi della origine delle uova e si sospetta la presenza di salmonelle è opportuno evitarne il consumo allo stato “crudo” o poco cotte (zabaioni, coque, tiramisù, salse, ecc.). Si raccomanda invece una buona cottura (uova sode, dolci, pasta fresca,  creme, ecc.) che uccide facilmente tutti i microrganismi e rende le uova molto sicure.

Conclusioni

In conclusione si può affermare che le uova in commercio, grazie ai controlli effettuati negli allevamenti sono sicure. Nei casi in cui non si conosce l’origine, è bene consumarle soltanto a seguito di una buona cottura.

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